Diarrea emorragica, il batterio avanza tra Campania e Calabria

La complicanza più temuta è la sindrome emolitico-uremica, una patologia che può compromettere la funzionalità renale e che colpisce soprattutto i bambini

A cura di Redazione
25 luglio 2026 08:30
Diarrea emorragica, il batterio avanza tra Campania e Calabria -
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Alcuni casi sporadici di infezione nell’uomo da Escherichia coli Stec sono stati segnalati in Campania e Calabria. Si tratta del batterio in grado di produrre la cosiddetta Shiga tossina, una sostanza che può provocare conseguenze anche gravi nell’uomo, tra cui la colite emorragica e, nei casi più complessi, la sindrome emolitico-uremica (SEU). L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM), diretto da Giuseppe Iovane, sta portando avanti il piano di monitoraggio e sorveglianza sul batterio. Dall’Istituto fanno sapere che, sulla base delle informazioni disponibili, i casi registrati non risultano collegati tra loro e non configurano un focolaio.«Si tratta di casi isolati – spiegano dall’IZSM – e al momento non ci sono elementi che possano suscitare allarme». Proseguono intanto i controlli sugli alimenti nell’ambito della programmazione nazionale e regionale: in Campania, fino ad ora, le analisi effettuate non hanno evidenziato positività, mentre in Calabria gli accertamenti sono ancora in corso.Che cos’è l’Escherichia coli StecL’Escherichia coli Stec (Shiga toxin-producing Escherichia coli) è un particolare ceppo del batterio Escherichia coli che può essere presente nell’intestino degli animali e contaminare alcuni alimenti.Tra le principali fonti di rischio ci sono:carne consumata poco cotta; latte crudo e formaggi prodotti con latte non pastorizzato; alimenti contaminati durante la lavorazione o la preparazione.A spiegare le caratteristiche del batterio è Yolande Proroga, direttrice del Dipartimento di coordinamento di sicurezza alimentare dell’IZSM: «L’E. coli Stec è uno degli agenti patogeni che può causare grave sintomatologia gastroenterica e, in alcuni casi, anche decessi».La particolarità di questo batterio è la capacità di produrre verocitotossina o Shiga tossina, sostanze che possono danneggiare la mucosa intestinale e, in una percentuale più ridotta di pazienti, coinvolgere anche altri organi, in particolare i reni.Il rischio maggiore per i bambiniLa complicanza più temuta è la sindrome emolitico-uremica, una patologia che può compromettere la funzionalità renale e che colpisce soprattutto i bambini.Secondo gli esperti, i casi più gravi rappresentano comunque una quota minoritaria delle infezioni: la sintomatologia severa si manifesta in circa il 5-15% dei casi nei bambini infetti.I sintomi possono comprendere diarrea, anche con presenza di sangue, forti dolori addominali e, nei casi più gravi, segnali legati al coinvolgimento renale.I numeri in EuropaSecondo il rapporto europeo EFSA sulle zoonosi relativo al 2024, in Italia sono stati registrati 84 casi accertati nell’uomo di infezione da E. coli Stec nel 2024. Negli anni precedenti i casi notificati erano stati 96 nel 2023, 118 nel 2022, 64 nel 2021 e 45 nel 2020.Numeri più elevati sono stati rilevati in altri Paesi europei, come Germania e Danimarca, ma il confronto deve essere interpretato con cautela perché i dati dipendono anche dai sistemi di sorveglianza, dalle modalità diagnostiche e dalle procedure di notifica adottate nei diversi Stati.Un numero maggiore di casi segnalati, quindi, non indica necessariamente una maggiore diffusione reale del batterio.Controlli su alimenti e filieraLe autorità sanitarie distinguono la sorveglianza dei casi umani dai controlli sulla sicurezza alimentare.Le segnalazioni cliniche vengono raccolte e valutate dagli organismi sanitari competenti, mentre le ASL effettuano i campionamenti ufficiali sugli alimenti e l’IZSM svolge le analisi di laboratorio.Al momento, dunque, in Campania non sono emerse contaminazioni negli alimenti controllati e le attività di monitoraggio proseguiranno per garantire la sicurezza della filiera alimentare e individuare tempestivamente eventuali criticità.

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