Crisi idrica in Campania, cosa si rischia

Un altro importante capitolo di spesa riguarda il comprensorio Sarnese-Vesuviano, i Monti Lattari e l'area metropolitana di Napoli, che riceveranno complessivamente circa 201 milioni

A cura di Redazione
12 luglio 2026 14:00
Crisi idrica in Campania, cosa si rischia -
Condividi

La Campania si prepara a ricevere la quota più consistente delle risorse destinate al potenziamento delle infrastrutture idriche nell'ambito del nuovo piano nazionale presentato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Alla regione sono stati assegnati complessivamente 742 milioni di euro, che finanzieranno 41 interventi strategici finalizzati a migliorare la gestione delle risorse idriche, ridurre le perdite nelle reti e rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento per cittadini, imprese e comparto agricolo.L'annuncio è arrivato nel corso della Cabina di regia dedicata alla crisi idrica, durante la quale il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha illustrato il quadro complessivo degli investimenti previsti a livello nazionale. Il programma comprende oltre sei miliardi di euro destinati a 733 interventi distribuiti sul territorio italiano, ai quali si aggiungono un miliardo di euro per il settore dell'acqua potabile e altri 700 milioni riservati alle infrastrutture irrigue.Tra tutte le regioni italiane, la Campania risulta quella che beneficia dello stanziamento più elevato. Un risultato sottolineato anche dal sottosegretario al Mit Tullio Ferrante, che ha evidenziato come gli interventi programmati puntino a modernizzare reti e impianti, aumentando la resilienza del sistema idrico e migliorando l'efficienza nella distribuzione dell'acqua.Una parte rilevante delle risorse sarà destinata alla Diga di Campolattaro, in provincia di Benevento, considerata una delle opere più importanti per il futuro dell'approvvigionamento idrico regionale. Per il completamento e il potenziamento dell'infrastruttura sono stati previsti oltre 320 milioni di euro, con l'obiettivo di trasformarla in un punto strategico per la distribuzione dell'acqua in vaste aree della Campania.Un altro importante capitolo di spesa riguarda il comprensorio Sarnese-Vesuviano, i Monti Lattari e l'area metropolitana di Napoli, che riceveranno complessivamente circa 201 milioni di euro per interventi destinati alla riduzione delle perdite, all'ammodernamento delle reti e al miglioramento degli impianti di distribuzione.Per il capoluogo partenopeo e i comuni della provincia sono inoltre previsti ulteriori investimenti pari a circa 66,6 milioni di euro, mentre la provincia di Salerno beneficerà di uno stanziamento superiore ai 108 milioni destinato al rafforzamento delle infrastrutture idriche locali.Risorse sono state assegnate anche all'area Flegreo-Domitiana, che potrà contare su circa 31,5 milioni di euro, mentre la provincia di Avellino riceverà quasi 10 milioni di euro. Ulteriori 2 milioni saranno destinati all'ambito del Volturno per specifici interventi di miglioramento della rete.«Garantire l'accesso all'acqua significa tutelare la qualità della vita dei cittadini e sostenere lo sviluppo dei territori», ha dichiarato il sottosegretario Tullio Ferrante, sottolineando come il piano rappresenti un passo importante per affrontare le criticità che da anni interessano numerose aree del Mezzogiorno.La sfida, tuttavia, non riguarda soltanto la disponibilità delle risorse economiche. Negli ultimi anni diversi interventi infrastrutturali hanno subito rallentamenti legati alle procedure autorizzative e ai tempi di realizzazione dei cantieri. Per questo motivo l'efficacia del piano sarà strettamente legata alla capacità di tradurre rapidamente i finanziamenti in opere concrete.In Campania il tema dell'acqua continua infatti a rappresentare una delle principali criticità, soprattutto durante i mesi estivi, quando in alcune aree si registrano cali di pressione, dispersioni della rete e, in alcuni casi, limitazioni nell'erogazione. L'obiettivo dichiarato del Governo è quello di intervenire proprio su questi punti deboli, attraverso opere che consentano di recuperare una parte significativa dell'acqua oggi dispersa lungo le reti di distribuzione.Se i tempi previsti saranno rispettati, gli investimenti potranno contribuire a rendere più efficiente il sistema idrico regionale, riducendo gli sprechi e garantendo una maggiore continuità del servizio. Sarà però l'avanzamento concreto dei cantieri nei prossimi anni a determinare l'effettivo impatto di uno dei più consistenti programmi di finanziamento destinati alla Campania nel settore delle infrastrutture idriche.

Segui il Fatto Vesuviano