Bloccati altri droni carichi di droga e telefoni diretti nel carcere
Per l'Uspp, infatti, la situazione delle carceri campane impone interventi urgenti sia sul fronte del personale sia su quello tecnologico.
Numeri che, secondo il sindacato, evidenziano l'evoluzione delle strategie utilizzate per aggirare i controlli e far arrivare all'interno del carcere materiale vietato. L'utilizzo dei droni, in particolare, rappresenta una modalità sempre più sofisticata, capace di mettere alla prova i sistemi di sicurezza degli istituti penitenziari. «Si tratta di un bilancio che conferma l'intensificarsi dei tentativi di elusione dei controlli e la crescente sofisticazione dei metodi adottati dal crimine organizzato», hanno spiegato Moretti e Auricchio, sottolineando come il fenomeno richieda un rafforzamento degli strumenti a disposizione degli agenti.
Per l'Uspp, infatti, la situazione delle carceri campane impone interventi urgenti sia sul fronte del personale sia su quello tecnologico. Secondo il sindacato, gli operatori della polizia penitenziaria riescono quotidianamente a garantire sicurezza e legalità grazie alla propria professionalità, ma gli attuali livelli di organico e le dotazioni disponibili non sarebbero più sufficienti rispetto alla complessità del compito.
Particolare attenzione viene posta proprio sul carcere di Poggioreale, dove, sempre secondo l'organizzazione sindacale, mancherebbero circa 200 agenti rispetto alle necessità della struttura. Una carenza che costringerebbe il personale in servizio a sostenere turni particolarmente impegnativi per riuscire a mantenere il controllo all'interno dei reparti.
L'attività di contrasto, tuttavia, non si è fermata al mese di giugno. Già alla fine di maggio erano stati effettuati altri controlli straordinari che avevano portato a nuovi sequestri. Nel corso di un fine settimana di perquisizioni, gli agenti avevano trovato complessivamente 15 telefoni cellulari, circa 150 grammi di hashish e 20 grammi di cocaina.
I ritrovamenti avevano interessato sia i reparti destinati ai detenuti comuni sia quelli di alta sicurezza, dove sono ospitate anche persone ritenute vicine ad ambienti della criminalità organizzata. In particolare, otto telefoni erano stati individuati nel padiglione dei detenuti comuni, mentre altri sette erano stati scoperti nell'area di alta sicurezza.
L'attenzione resta dunque alta all'interno della struttura penitenziaria napoletana, con controlli costanti finalizzati a impedire che telefoni, sostanze stupefacenti e altri strumenti possano entrare nella disponibilità dei detenuti. Per il sindacato Uspp, però, la sola attività di controllo non basta: servirebbero nuovi investimenti per aumentare il numero degli agenti e dotare il personale di tecnologie sempre più efficaci per fronteggiare le nuove modalità utilizzate per violare la sicurezza degli istituti.