Bimba sbranata dal pitbull, il padre è innocente

La drammatica vicenda si consumò all'interno dell'abitazione di famiglia

A cura di Redazione
31 luglio 2026 07:00
Bimba sbranata dal pitbull, il padre è innocente -
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Si chiude definitivamente con un provvedimento di archiviazione la vicenda della bambina di nove mesi morta ad Acerra, in provincia di Napoli, dopo essere stata aggredita dal pitbull di famiglia nella notte tra il 15 e il 16 febbraio 2025. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nola ha accolto la richiesta della Procura, escludendo qualsiasi responsabilità penale a carico del padre della piccola, inizialmente indagato per omicidio colposo.Secondo quanto stabilito dall'autorità giudiziaria, non sono emersi elementi tali da sostenere l'accusa di omessa custodia dell'animale, negligenza o mancata vigilanza, ipotesi formulate nella fase iniziale delle indagini.La tragedia nella notteLa drammatica vicenda si consumò all'interno dell'abitazione di famiglia. Il padre, allora ventiquattrenne, era rientrato dal lavoro e si era addormentato con la figlia, mentre la madre si trovava fuori casa per motivi di lavoro.Al suo risveglio trovò la bambina a terra, gravemente ferita e circondata da una pozza di sangue. L'uomo la trasportò immediatamente, a piedi, alla clinica Villa dei Fiori, ma all'arrivo i sanitari non poterono fare altro che constatarne il decesso.L'autopsia eseguita successivamente stabilì che la piccola era morta praticamente sul colpo a causa delle gravissime lesioni provocate dal morso del cane al collo.Le conclusioni degli espertiGli accertamenti medico-legali hanno avuto un ruolo determinante nella decisione della magistratura.Secondo i consulenti, le lesioni riportate dalla bambina erano incompatibili con qualsiasi possibilità di sopravvivenza e il decesso sarebbe avvenuto nell'immediatezza dell'aggressione. Per questo motivo è stato escluso che un intervento più tempestivo del padre avrebbe potuto modificare l'esito della tragedia.Nel corso delle indagini sono stati inoltre analizzati il comportamento dell'animale e la dinamica dell'attacco.Gli esperti hanno ritenuto compatibile quanto accaduto con un'aggressione di tipo predatorio, caratterizzata dalla cosiddetta tecnica del "bite and hold" ("mordi e trattieni"), comportamento descritto anche dal giudice nel provvedimento di archiviazione.Esclusa ogni responsabilità del padreL'uomo era stato iscritto nel registro degli indagati con l'ipotesi di omicidio colposo, contestandogli una presunta condotta negligente e l'omessa vigilanza sul cane.Al termine delle indagini, però, la Procura ha ritenuto che non vi fossero elementi sufficienti per sostenere l'accusa, chiedendo l'archiviazione poi accolta dal giudice.Nel provvedimento viene evidenziato come non esistano norme che vietino la detenzione di un cane appartenente a quella razza all'interno di un'abitazione e come l'aggressione sia stata considerata improvvisa e imprevedibile.Irrilevante l'assunzione di hashishNel corso dell'inchiesta era emerso anche che il padre aveva assunto hashish prima di addormentarsi, circostanza da lui stesso riferita agli investigatori.Anche questo elemento è stato valutato dagli inquirenti, che hanno però escluso qualsiasi collegamento causale tra il consumo della sostanza e la morte della bambina, ritenendo che, alla luce della dinamica accertata e delle conclusioni medico-legali, non avrebbe comunque potuto impedire l'aggressione né modificarne il tragico esito.Con l'archiviazione disposta dal Tribunale di Nola si conclude così il procedimento penale a carico del padre, mentre resta il profondo dramma umano di una vicenda che aveva profondamente colpito l'opinione pubblica e acceso il dibattito sulla gestione degli animali domestici e sulla sicurezza all'interno delle abitazioni.

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