Attentato a Ranucci, il gruppo nolano-vesuviano chiede la scarcerazione

I quattro destinatari delle misure cautelari sono Antonio Passariello, Pellegrino D'Avino, Saverio Mutone e Marika De Filippi

A cura di Redazione
20 luglio 2026 11:30
Attentato a Ranucci, il gruppo nolano-vesuviano chiede la scarcerazione -
Condividi

I difensori dei quattro indagati arrestati per l'attentato al giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci hanno presentato ricorso al Tribunale del Riesame di Roma chiedendo l'annullamento della misura cautelare o, in subordine, la concessione degli arresti domiciliari. Gli avvocati Antonio Falconieri e Generoso Pagliarulo hanno inoltre chiesto una modifica dell'imputazione, sostenendo che debba essere esclusa l'aggravante del metodo mafioso contestata dalla Procura. I quattro destinatari delle misure cautelari sono Antonio Passariello, Pellegrino D'Avino, Saverio Mutone e Marika De Filippi. I primi tre si trovano in carcere dal 30 giugno, mentre De Filippi, compagna di D'Avino, è agli arresti domiciliari.

Secondo l'accusa, il gruppo sarebbe responsabile dell'attentato avvenuto il 16 ottobre 2025 davanti all'abitazione di Sigfrido Ranucci, a Pomezia. Gli indagati sono ritenuti i presunti esecutori materiali dell'esplosione dell'ordigno collocato davanti alla casa del giornalista.

La Procura ipotizza che l'azione sia stata commissionata dall'imprenditore Valter Lavitola, che avrebbe pagato tra i 5mila e i 10mila euro per l'attentato. Attraverso il suo collaboratore, Gomes Clesio Tavares, Lavitola avrebbe affidato l'incarico al gruppo ritenuto responsabile dell'attacco.

La posizione degli indagati resta al vaglio del Tribunale del Riesame, che dovrà pronunciarsi sulla richiesta della difesa. Come previsto dalla legge, tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.

Segui il Fatto Vesuviano