Assalti a raffica e numerosi feriti tra i migranti
Tra gli elementi raccolti figurano anche le targhe di due veicoli che sarebbero stati utilizzati durante alcune aggressioni
Non si tratterebbe più di episodi isolati, ma di una serie di aggressioni ripetute ai danni di lavoratori migranti diretti nelle campagne tra Afragola, Caivano, Acerra e Cancello. A denunciarlo sono il Movimento Rifugiati e Migranti di Napoli e alcuni attivisti antirazzisti, che parlano di raid sistematici avvenuti alle prime luci dell'alba. Secondo le segnalazioni raccolte, i migranti, in gran parte provenienti da Burkina Faso e Ghana, vengono inseguiti mentre raggiungono in bicicletta i campi agricoli dove lavorano. Gli aggressori, a bordo di automobili, li affiancherebbero e li spingerebbero fuori strada, facendoli cadere contro cancelli, muretti o sull'asfalto, provocando ferite e traumi.
Gli episodi si verificherebbero sempre nella stessa fascia oraria, tra le 4 e le 5 del mattino, lungo le strade che conducono alle aree agricole situate nei pressi della stazione Alta Velocità di Afragola. Una circostanza che, secondo chi segue il fenomeno, farebbe ipotizzare un'azione organizzata piuttosto che singoli episodi di violenza.
Per garantire maggiore sicurezza ai lavoratori, nella notte tra il 7 e l'8 luglio un gruppo di attivisti ha accompagnato alcuni migranti lungo il percorso verso i campi, svolgendo una sorta di scorta preventiva.
Tra gli elementi raccolti figurano anche le targhe di due veicoli che sarebbero stati utilizzati durante alcune aggressioni: una Fiat Panda nera e un'altra autovettura di colore grigio. Le informazioni saranno consegnate alle forze dell'ordine dal Movimento Rifugiati e Migranti di Napoli, che chiede un rapido accertamento dei fatti e l'individuazione degli eventuali responsabili.
Le indagini potranno avvalersi anche delle numerose telecamere di videosorveglianza presenti nell'area, installate sia per motivi di sicurezza sia per il contrasto agli sversamenti illeciti di rifiuti nella cosiddetta Terra dei Fuochi.
Sul fenomeno emergono anche interrogativi legati al sistema del lavoro agricolo. Ogni mattina, infatti, centinaia di lavoratori migranti si ritrovano ad Afragola prima di raggiungere le aziende agricole. Alcuni si spostano autonomamente in bicicletta, mentre altri vengono trasportati su furgoni gestiti da caporali, pagando il servizio di trasporto. Un contesto sul quale gli investigatori potrebbero concentrare ulteriori approfondimenti per verificare eventuali collegamenti tra le aggressioni e il fenomeno del caporalato.
Al momento non risultano conferme investigative su possibili coinvolgimenti della criminalità organizzata. L'ipotesi di una regia unica o di eventuali collegamenti con la camorra resta al momento oggetto di valutazioni e dovrà essere accertata dagli inquirenti.