Abusò di un 12enne, campagna d'odio contro moglie e figlie sui social
La donna e le sue due ragazze minorenni sarebbero da giorni oggetto di crescenti insulti e minacce
«La giustizia deve fare il suo corso, ma l'odio e la gogna sui social non possono trasformarsi in una condanna per persone che non hanno alcuna responsabilità». È questo il senso dell'appello lanciato dall'avvocata Giovanna Cacciapuoti, legale della moglie dell'uomo che ha confessato un grave reato ai danni di un minore. Secondo quanto riferito dalla professionista, la donna e le sue due figlie minorenni sarebbero da giorni oggetto di una crescente campagna di insulti, minacce e accuse diffuse attraverso i social network, pur essendo estranee ai fatti contestati.L'avvocata sottolinea come la famiglia abbia preso immediatamente le distanze dall'accaduto, esprimendo vicinanza al minore coinvolto e ai suoi familiari, ribadendo la piena condanna di quanto avvenuto. Nonostante ciò, spiega, l'esposizione mediatica e i numerosi commenti online avrebbero finito per coinvolgere anche persone che non hanno alcun ruolo nella vicenda.«La critica e il confronto pubblico non possono trasformarsi in aggressioni personali o in campagne d'odio», evidenzia Cacciapuoti, ricordando che tra le persone colpite vi sono anche due ragazze minorenni.Il legale invita quindi a mantenere alta l'attenzione sul rispetto delle persone e sulla tutela dei soggetti più vulnerabili, sottolineando che la ricerca della giustizia non deve mai tradursi in ulteriori forme di sofferenza per chi è estraneo ai fatti.L'appello si conclude con un invito alla responsabilità nell'utilizzo dei social network e nel linguaggio pubblico, affinché il dibattito resti nei confini del rispetto, evitando di alimentare odio, disinformazione o ulteriori conseguenze nei confronti di persone non coinvolte nelle responsabilità oggetto dell'indagine.