A Napoli e provincia 57mila lavoratori a grande rischio per il caldo

Per il capoluogo campano i dati evidenziano un peggioramento significativo

A cura di Redazione
15 luglio 2026 20:30
A Napoli e provincia 57mila lavoratori a grande rischio per il caldo -
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Le ondate di calore rappresentano un rischio sempre più concreto per migliaia di lavoratori, soprattutto per chi svolge attività all'aperto. A lanciare l'allarme è il nuovo rapporto "Lavoratori a rischio per le ondate di calore", pubblicato da Greenpeace Italia e realizzato utilizzando le elaborazioni previsionali del progetto Worklimate con il contributo della Cgil. Lo studio analizza l'evoluzione dell'esposizione alle temperature estreme negli ultimi cinque anni, dedicando un approfondimento specifico alle città di Milano, Roma e Napoli.Per il capoluogo campano i dati evidenziano un peggioramento significativo. Secondo il rapporto, le giornate estive caratterizzate da un livello elevato di rischio legato al caldo sono aumentate in maniera sensibile: dalle 34 registrate in media nel biennio 2021-2022 si è passati a circa 50 nel periodo 2024-2025, con una crescita del 47% nell'arco di cinque anni.L'analisi prende in considerazione l'intero territorio metropolitano di Napoli, dove negli ultimi cinque anni una media di circa 57mila lavoratori al giorno è risultata potenzialmente esposta a condizioni di caldo intenso. Si tratta di circa l'8,4% dell'occupazione complessiva dell'area metropolitana.Tra i comparti maggiormente interessati figurano il settore delle costruzioni, con circa 28mila lavoratori potenzialmente esposti, il trasporto merci su strada e il magazzinaggio, che coinvolgono circa 17mila addetti, e i servizi dedicati alla manutenzione degli edifici e del verde pubblico, con circa 8mila lavoratori.Il rapporto sottolinea inoltre che la frequenza delle giornate classificate ad alto rischio è cresciuta del 60% tra il 2021 e il 2025, fino a rappresentare il 38% di tutte le giornate estive analizzate nel territorio napoletano.Il fenomeno assume dimensioni ancora più ampie considerando tutte le province e le città metropolitane dei capoluoghi di Regione esaminate nello studio. Negli ultimi cinque anni, durante il periodo estivo, una media di circa 670mila lavoratori al giorno si è trovata potenzialmente esposta a un rischio elevato legato al caldo, con picchi che hanno raggiunto un milione e mezzo di persone. In pratica, quasi un lavoratore su dieci ha operato in condizioni considerate critiche.Sui dati del rapporto è intervenuto il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, che ha definito il quadro «ormai insostenibile» per migliaia di lavoratrici e lavoratori della regione.Secondo Ricci, nonostante l'ordinanza emanata dalla Regione Campania che vieta lo svolgimento delle attività lavorative all'aperto tra le 12.30 e le 16.30 nei giorni in cui è previsto un livello di rischio alto o estremo per le elevate temperature, continuano a verificarsi episodi gravi, compresi decessi sul lavoro riconducibili anche ai malori provocati dal caldo intenso.Il rappresentante sindacale ha rivolto un appello alle imprese e ai datori di lavoro affinché venga garantito il pieno rispetto delle misure previste dall'ordinanza regionale e, più in generale, venga posta al centro la tutela della salute dei lavoratori impiegati nei comparti maggiormente esposti alle alte temperature.Ricci ha inoltre ricordato come il tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro rappresenti una delle principali battaglie portate avanti dalla Cgil, richiamando sia le iniziative referendarie promosse nel 2025 sia l'attuale raccolta firme a sostegno delle proposte di legge di iniziativa popolare presentate dal sindacato.Nel rapporto vengono infine avanzate alcune richieste rivolte al Governo. Greenpeace Italia e Cgil sollecitano l'adozione di un piano per l'uscita dal gas entro il 2035, l'introduzione di una tassazione stabile sugli extraprofitti delle industrie del petrolio e del gas destinata a finanziare la transizione verso le energie rinnovabili e l'attivazione di misure più incisive per proteggere lavoratori e cittadini dagli effetti sempre più evidenti della crisi climatica.

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