Veleni nel fiume Sarno, chiuso un altro cantiere

Le ipotesi di reato contestate comprendono lo scarico abusivo di reflui industriali, la gestione illecita di rifiuti e la mancanza di autorizzazione alle emissioni

A cura di Redazione
23 giugno 2026 14:00
Veleni nel fiume Sarno, chiuso un altro cantiere -
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Un’ampia operazione finalizzata al contrasto dell’inquinamento del fiume Sarno ha portato al sequestro preventivo di un cantiere nautico nel comune di Torre Annunziata. L’intervento è stato eseguito nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, con il supporto operativo della Polizia Metropolitana di Napoli e della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, oltre al contributo tecnico dell’ARPAC e dell’ISPRA. Le attività investigative si inseriscono in un più ampio filone di accertamenti volti alla ricostruzione delle cause dell’inquinamento del fiume Sarno e al ripristino delle condizioni di legalità ambientale nell’area.

Secondo quanto emerso, il provvedimento riguarda un’area produttiva utilizzata come cantiere nautico, dove sarebbero state riscontrate diverse irregolarità nella gestione degli scarichi e dei rifiuti industriali, oltre all’assenza delle necessarie autorizzazioni in materia ambientale.

Le ipotesi di reato contestate comprendono lo scarico abusivo di reflui industriali, la gestione illecita di rifiuti e la mancanza di autorizzazione alle emissioni in atmosfera.

Nel corso delle verifiche, la polizia giudiziaria ha proceduto al sequestro di un capannone di circa 5.700 metri quadrati, di una vasca interrata e di un impianto di depurazione situati all’interno dell’area esterna di pertinenza della società.

Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che nello stabilimento era regolarmente in corso un’attività cantieristica navale, completa di materiali e attrezzature per la lavorazione, inclusa una falegnameria industriale dotata di macchinari specifici e una cabina di verniciatura pienamente operativa.

Particolarmente rilevante, secondo gli investigatori, è l’esito delle prove tecniche di continuità idraulica effettuate mediante l’utilizzo di traccianti. Tali accertamenti avrebbero consentito di rilevare che i reflui industriali generati dalle lavorazioni e convogliati sulle superfici esterne venivano immessi in maniera abusiva nella rete fognaria consortile attraverso un sistema di bypass, eludendo qualsiasi trattamento depurativo previsto dalla normativa.

Alla luce delle irregolarità riscontrate e dell’assenza dei titoli autorizzativi necessari per l’attività produttiva, è stato disposto il sequestro dell’intero complesso industriale, la cui estensione complessiva è pari a circa 14.000 metri quadrati.

L’operazione si inserisce nel quadro delle attività di controllo ambientale e di tutela del bacino idrografico del Sarno, area da tempo sottoposta a monitoraggio per le criticità legate all’inquinamento e alla gestione degli scarichi industriali.

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