Ucciso per la spazzatura a Boscotrecase, la moglie aveva provato a fermare i killer

Uno dei proiettili avrebbe raggiunto Solimeno alla gamba sinistra, lesionando l’arteria femorale e provocando una massiccia emorragia che si è poi rivelata fatale

A cura di Redazione
06 giugno 2026 18:00
Ucciso per la spazzatura a Boscotrecase, la moglie aveva provato a fermare i killer -
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Emergono nuovi e drammatici dettagli sull’omicidio di Salvatore Solimeno, il 46enne ucciso a Boscotrecase al termine di una violenta lite che, secondo gli investigatori, sarebbe nata per futili motivi legati a questioni di vicinato. Nella notte i carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno eseguito un decreto di fermo nei confronti di Fulvio Titas, 33 anni, e Antonio Guastafierro, 27 anni, entrambi residenti a Boscotrecase e ritenuti gravemente indiziati del delitto.

Secondo la ricostruzione contenuta negli atti dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, l’aggressione si sarebbe consumata all’interno di un garage condominiale, dove tra la vittima e i due indagati sarebbe scoppiato un violento alterco. Nel corso della lite sarebbero stati esplosi almeno tre colpi di pistola a distanza ravvicinata.

Uno dei proiettili avrebbe raggiunto Solimeno alla gamba sinistra, lesionando l’arteria femorale e provocando una massiccia emorragia che si è poi rivelata fatale. Nonostante le gravissime ferite, il 46enne avrebbe tentato di sottrarsi agli aggressori riuscendo a raggiungere la propria abitazione nel disperato tentativo di salvarsi.

Gli investigatori ritengono però che i due uomini non si siano fermati dopo gli spari. Secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbero inseguito la vittima fino sotto casa con l’intenzione di continuare l’azione violenta. A interrompere quella che avrebbe potuto trasformarsi in un’esecuzione sarebbe stato il coraggioso intervento della moglie di Solimeno, che si sarebbe frapposta tra il marito ferito e gli aggressori, inducendoli a desistere dal proseguire l’azione.

Nel corso delle attività investigative sono stati inoltre sequestrati una pistola calibro 9 con matricola abrasa, ritenuta l’arma utilizzata durante l’agguato, tre bossoli rinvenuti sulla scena e un bastone che sarebbe stato impiegato nel corso dell’aggressione. Gli accertamenti proseguono per definire con precisione tutte le fasi della vicenda e chiarire eventuali ulteriori responsabilità.

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