Tutto il dolore per l'addio a Lorenzo ucciso per una partita a calcetto
Centinaia di persone hanno affollato il sagrato e le strade adiacenti, mentre altri residenti hanno assistito alla cerimonia dai balconi
«Basta». Una sola parola, pronunciata con forza da don Salvatore Cinque durante l’omelia, ha attraversato la chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo a Miano come un grido collettivo contro la violenza che continua a segnare il territorio. Un’esclamazione che ha rotto il silenzio e dato voce al dolore di un’intera comunità riunita per l’ultimo saluto a Lorenzo Spasiano, il 21enne ucciso nella notte tra il 22 e il 23 giugno da un colpo di pistola esploso a bruciapelo davanti alla propria abitazione. Il giovane sarebbe rimasto vittima, secondo le prime ipotesi investigative, di una lite nata per futili motivi e degenerata tragicamente in un’esecuzione improvvisa. Una dinamica ancora al vaglio degli inquirenti, ma che ha già lasciato sgomento un intero quartiere.
All’esterno della chiesa, via Teano si è fermata. Centinaia di persone hanno affollato il sagrato e le strade adiacenti, mentre altri residenti hanno assistito alla cerimonia dai balconi dei palazzi popolari. Un silenzio carico di tensione e dolore, interrotto soltanto dagli applausi che hanno accompagnato l’uscita del feretro bianco.
Durante la celebrazione, il parroco ha ricordato Lorenzo come «un ragazzo di pace, un lavoratore onesto», denunciando con parole dure la spirale di violenza che continua a colpire i giovani del quartiere. «Non bastano le commemorazioni e i simboli – ha affermato – serve una vera rivoluzione della mente per fermare questo dolore che si ripete».
La comunità ha risposto con segni visibili di affetto: magliette bianche con il volto del giovane e la scritta “L.S. 19”, palloncini e striscioni hanno accompagnato il momento dell’ultimo saluto, trasformando il funerale in una manifestazione di dolore collettivo ma anche di richiesta di cambiamento.
Presente alla cerimonia anche Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista Cutolo, il giovane musicista ucciso a Napoli nel 2023. La sua presenza ha rappresentato un ulteriore simbolo di un dolore che attraversa diverse storie ma accomuna le stesse ferite sociali.
«Per me sono passati anni, ma sembra ieri», ha dichiarato, ricordando come il suo impegno nelle scuole contro la violenza non riesca ad attenuare lo shock di nuove tragedie.
Sul fronte investigativo, le indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli proseguono per chiarire la dinamica del delitto. Al momento gli inquirenti si concentrerebbero su un giovane poco più che minorenne, ma il quadro investigativo resterebbe in evoluzione, con ulteriori accertamenti che potrebbero allargare il ventaglio delle posizioni al vaglio degli investigatori.
Miano resta così sospesa tra dolore, rabbia e incredulità, mentre il nome di Lorenzo si aggiunge a una lunga scia di giovani vite spezzate che continuano a interrogare la città.