Turista colpita dalla statuina, a processo i genitori del ragazzino per omicidio colposo

I due imputati, entrambi professionisti napoletani, hanno sempre respinto ogni responsabilità

A cura di Redazione
27 giugno 2026 08:30
Turista colpita dalla statuina, a processo i genitori del ragazzino per omicidio colposo -
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Saranno processati i genitori del ragazzo che, nel settembre 2024, avrebbe lanciato la statuina che colpì mortalmente la turista padovana Chiara Jaconis nei Quartieri Spagnoli di Napoli. Il giudice dell'udienza preliminare ha disposto il rinvio a giudizio della coppia, chiamata a rispondere di omicidio colposo in concorso per omessa vigilanza sul figlio, che all'epoca dei fatti aveva 13 anni e, per questo motivo, non è imputabile. La decisione arriva al termine dell'udienza preliminare e apre la strada al processo, che prenderà il via il prossimo 23 ottobre davanti al giudice monocratico della prima sezione del Tribunale di Napoli. I due imputati, entrambi professionisti napoletani, hanno sempre respinto ogni responsabilità, sostenendo fin dall'inizio delle indagini che la statuetta non provenisse dalla loro abitazione.

La tragedia si consumò il 15 settembre 2024. Chiara Jaconis, 30 anni, originaria di Padova, si trovava in vacanza a Napoli insieme al fidanzato e stava passeggiando in via Sant'Anna di Palazzo, nei Quartieri Spagnoli, quando venne colpita alla testa da un oggetto precipitato dall'alto. La giovane perse immediatamente conoscenza e fu trasportata in condizioni gravissime all'Ospedale del Mare, dove morì due giorni dopo a causa delle lesioni riportate.

Durante i sopralluoghi gli investigatori recuperarono i frammenti dell'oggetto, una statuetta raffigurante una divinità egizia, che si era infranta dopo aver urtato un balcone prima di colpire la vittima. Le indagini portarono a individuare come presunto autore del gesto un tredicenne che, secondo alcune testimonianze raccolte dagli inquirenti, in passato avrebbe già lanciato oggetti dalla finestra dell'abitazione.

L'inchiesta della Procura per i Minorenni si è conclusa nel maggio 2025 con il proscioglimento del ragazzo per difetto di imputabilità, essendo infraquattordicenne al momento dei fatti. Parallelamente, la Procura ordinaria ha proseguito gli accertamenti nei confronti dei genitori, contestando loro di non aver esercitato un'adeguata vigilanza sul figlio.

Nell'aprile 2026 il pubblico ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio della coppia, richiesta ora accolta dal giudice. I genitori hanno inoltre impugnato il provvedimento relativo al figlio, chiedendo che venga riconosciuta la sua estraneità ai fatti nel merito e non soltanto sulla base della non imputabilità dovuta all'età. Il procedimento nei loro confronti entrerà ora nella fase dibattimentale con la prima udienza fissata per il prossimo autunno.

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