Commerciante preso in ostaggio, ecco i nomi degli 11 arrestati
la vittima sarebbe stata privata di una consistente somma di denaro contante, di un orologio di pregio e di un borsello
La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di undici persone gravemente indiziate, a vario titolo, di sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina, lesioni personali e altri reati aggravati dall’uso di armi e dal metodo mafioso. Il provvedimento rappresenta l’ultimo sviluppo di un’articolata attività investigativa condotta tra le province di Napoli e Caserta, nata dalla denuncia di una vittima e sviluppata attraverso un’azione capillare delle forze dell’ordine. Già lo scorso 8 giugno, nove degli indagati erano stati arrestati dalla Squadra Mobile di Caserta in esecuzione di un decreto di fermo emesso dalla DDA, successivamente convalidato dai GIP competenti di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Nord. Sulla base delle medesime risultanze investigative, era stata poi disposta la custodia cautelare in carcere per tutti gli indagati, con trasmissione degli atti al Tribunale di Napoli per competenza.
Le misure riguardano: Francesco Argenziano (49 anni), Cuono Domenico Buonavolontà (32), Pasquale Campolattano (44), Carmine Derrotti (34), Andrea Menditti (51), Fabrizio Menditti (47), Antonio Rosato (50), Lorenzo Smeragliuolo (38), Marco Varletta (45), Pasquale Apicella (50) e Pasquale Corvino (40). Gli ultimi due risultano già detenuti per altre cause.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i fatti risalgono alla prima decade di maggio, quando un commerciante attivo nel settore delle auto e degli orologi di lusso sarebbe stato seguito, sequestrato e rapinato da un gruppo criminale. L’uomo sarebbe stato poi condotto in un luogo isolato, dove sarebbe stato picchiato e minacciato con modalità riconducibili alla criminalità organizzata di matrice camorristica.
Nel corso dell’azione, la vittima sarebbe stata privata di una consistente somma di denaro contante, di un orologio di pregio e di un borsello contenente le chiavi di diverse autovetture di lusso custodite presso la sua concessionaria.
Le indagini avrebbero inoltre evidenziato come il commerciante fosse stato inizialmente avvicinato da soggetti ritenuti vicini a esponenti del clan dei Casalesi. In una fase successiva, dopo alcuni arresti, sarebbero entrati in gioco elementi riconducibili a contesti camorristici attivi tra Recale e Curti.
Un ruolo significativo sarebbe stato attribuito a due degli indagati, ritenuti intermediari tra la vittima e il gruppo estorsivo. In particolare, tramite videochiamate effettuate dal carcere, avrebbero reiterato minacce e pressioni per costringere il commerciante al pagamento richiesto.
Le misure cautelari sono state eseguite a seguito degli sviluppi investigativi coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.