Stop ai negozi di souvenir in massa, scattano i provvedimenti

Chiesta l’introduzione di una moratoria immediata sulle nuove autorizzazion

A cura di Redazione
24 giugno 2026 18:30
Stop ai negozi di souvenir in massa, scattano i provvedimenti -
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Si accende il dibattito sul futuro commerciale del centro storico di Napoli, patrimonio UNESCO, dove cresce la preoccupazione per la diffusione di attività legate alla vendita di souvenir di bassa qualità, gadget e oggettistica turistica ritenuta da molti commercianti “paccottiglia”. L’associazione ARTIGIANÀ – “Commercianti napoletani per la tutela dell’artigianato” – ha avviato una petizione popolare indirizzata al sindaco e alla giunta comunale, in vista del prossimo consiglio dedicato all’approvazione del nuovo piano commerciale cittadino.

La richiesta: stop alle nuove aperture

Nel documento, l’associazione chiede l’introduzione di una moratoria immediata sulle nuove autorizzazioni per l’apertura di negozi di souvenir e attività analoghe, oltre a un controllo più stringente sulle licenze già esistenti.

Tra le proposte avanzate figurano anche l’introduzione di un regolamento sul decoro delle vetrine e incentivi mirati a sostegno delle botteghe artigiane tradizionali, con l’obiettivo dichiarato di preservare l’identità culturale del centro storico e contrastare la progressiva sostituzione delle attività storiche con esercizi a forte vocazione turistica.

Secondo l’associazione, infatti, la crescita di questo tipo di negozi avrebbe già provocato la scomparsa di numerose botteghe artigiane, penalizzate dall’aumento degli affitti e da una concorrenza basata su prodotti importati o a basso costo.

Le preoccupazioni dei commercianti

Il fenomeno viene descritto come un processo di trasformazione commerciale che starebbe modificando il volto del centro storico, con ricadute negative sia sul tessuto economico locale sia sull’immagine della città.

Tra le criticità segnalate vi sarebbero anche il rischio di lavoro sommerso e una riduzione della qualità dell’offerta turistica, considerata sempre più standardizzata e poco rappresentativa delle tradizioni napoletane.

L’intervento di Borrelli

Sulla questione è intervenuto anche il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, che da tempo sostiene la necessità di regolamentare il settore.

“Mi riconosco pienamente nella mobilitazione dell’associazione ARTIGIANÀ – ha dichiarato –. Dietro la proliferazione di questi negozi di souvenir spesso si nascondono attività che possono fungere da copertura per fenomeni illeciti, dal riciclaggio al traffico di migranti. Non si tratta solo di decoro urbano, ma di sicurezza e legalità”.

Secondo Borrelli, sarebbe necessario un intervento più incisivo per governare il turismo e il commercio nel centro storico, evitando che la città venga “svenduta” a dinamiche considerate poco trasparenti e difficilmente controllabili.

Il nodo del piano commerciale

Il tema è ora al centro del dibattito politico e amministrativo in vista del nuovo piano commerciale, che dovrà stabilire regole e criteri per le attività economiche nelle aree più sensibili della città.

L’obiettivo, secondo i promotori della petizione, è quello di trovare un equilibrio tra sviluppo turistico, tutela del patrimonio storico e salvaguardia delle attività artigianali tradizionali, sempre più sotto pressione nel cuore di Napoli.

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