Sedici colpi di pistola contro la sede del progetto sociale

Sul posto sono intervenute le Forze dell’Ordine, che hanno avviato i rilievi tecnici e le indagini

A cura di Redazione
22 giugno 2026 18:30
Sedici colpi di pistola contro la sede del progetto sociale -
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Grave episodio nella notte tra il 21 e il 22 giugno a San Giovanni a Teduccio, dove la sede del progetto RESTA, in via Ferrante Imparato, è stata colpita da una raffica di colpi d’arma da fuoco. Secondo quanto emerso, sarebbero stati esplosi circa sedici colpi di pistola contro la struttura, che al momento dell’attacco risultava chiusa. La scoperta è avvenuta nelle prime ore del mattino, quando operatori e responsabili del progetto hanno notato i danni alle vetrate dell’edificio, successivamente risultate raggiunte dai proiettili. La sede, utilizzata esclusivamente per attività di inclusione sociale, educazione territoriale e supporto psicologico, è stata immediatamente posta sotto osservazione.

Sul posto sono intervenute le Forze dell’Ordine, che hanno avviato i rilievi tecnici e le indagini per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto, individuare la traiettoria dei colpi e raccogliere eventuali elementi utili a identificare i responsabili. L’area è stata transennata per consentire le operazioni di sopralluogo e messa in sicurezza.

L’episodio ha suscitato forte preoccupazione tra gli operatori del progetto e nel tessuto sociale del quartiere, dove la struttura rappresenta un punto di riferimento per attività rivolte soprattutto ai giovani e alle fasce più fragili della popolazione.

«Quanto accaduto è un fatto di estrema gravità che richiede la massima attenzione» ha dichiarato il presidente di Callysto, l’avvocato Francesco Micera. «Colpire uno spazio destinato ad attività sociali ed educative significa colpire un presidio di comunità e il lavoro quotidiano di operatori e organizzazioni impegnate nei percorsi di crescita e inclusione del territorio».

Le indagini sono ora in corso per chiarire il movente dell’azione e verificare eventuali collegamenti con il contesto territoriale. Gli investigatori non escludono alcuna pista e stanno analizzando anche le immagini delle telecamere presenti nella zona per risalire ai responsabili dell’intimidazione armata.

L’episodio riporta l’attenzione sulla vulnerabilità dei presidi sociali nei quartieri più complessi e sulla necessità di garantire maggiore tutela alle realtà impegnate quotidianamente in attività educative e di sostegno alla comunità.

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