Scomparsa dell'imprenditore di Poggiomarino, i nomi dei quattro fermati

Le ricerche erano state avviate anche con il supporto dei vigili del fuoco, che nelle scorse settimane avevano effettuato scavi nell’area indicata dagli investigatori

A cura di Redazione
04 giugno 2026 14:00
Scomparsa dell'imprenditore di Poggiomarino, i nomi dei quattro fermati -
Condividi

I carabinieri del Nucleo investigativo di Torre Annunziata, su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno eseguito quattro fermi nell’ambito delle indagini sulla scomparsa dell’imprenditore Francesco Vorraro, 58 anni, originario di Somma Vesuviana, di cui si sono perse le tracce lo scorso 9 febbraio a Terzigno. I provvedimenti hanno riguardato Nunzio Mariano Avino, 33 anni, di Gragnano e residente a Terzigno; Luigi Fraschetti, 34 anni, di San Giuseppe Vesuviano; Elio Marchisiello, 34 anni, dello stesso comune e domiciliato a Terzigno; e Gaetano Miranda, 32 anni, anch’egli residente nell’area vesuviana. Le accuse contestate, allo stato delle indagini, sono pesanti: sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato dal metodo mafioso, oltre a morte come conseguenza di altro reato e occultamento di cadavere.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’imprenditore si occupava di investimenti per conto terzi e proprio questa attività potrebbe aver rappresentato il movente del presunto sequestro. Nel corso delle indagini, coordinate dalla Dda e condotte attraverso intercettazioni e analisi dei movimenti del veicolo della vittima, sarebbero emersi elementi che indicano come i quattro indagati stessero valutando di allontanarsi dal territorio.

Determinanti anche le conversazioni intercettate, nelle quali uno degli indagati farebbe riferimento alle possibili conseguenze giudiziarie in caso di scoperta dell’accaduto. La vettura dell’imprenditore, un Suv Audi, era stata ritrovata nella zona industriale di Sarno, quasi priva di tracce utili. Solo successive analisi avrebbero permesso di individuare impronte riconducibili a due dei fermati.

Le ricerche dell’imprenditore erano state avviate anche con il supporto dei vigili del fuoco, che nelle scorse settimane avevano effettuato scavi nell’area indicata dagli investigatori, dopo la denuncia dei familiari.

La vicenda si inserisce inoltre nel contesto di precedenti indagini legate a gruppi criminali dell’area vesuviana, in cui lo stesso Vorraro era stato coinvolto in passato, risultando però successivamente scagionato. Le indagini proseguono per chiarire con esattezza il destino dell’imprenditore e definire eventuali ulteriori responsabilità.

Segui il Fatto Vesuviano