San Giuseppe Vesuviano, il Quirinale riceve l'appello della famiglia di Giovanna Bifulco

Nel corso degli anni la vicenda è stata oggetto di procedimenti penali e civili che hanno escluso l’esistenza di un nesso causale tra le condotte sanitarie contestate e la morte della paziente

A cura di Redazione
14 giugno 2026 06:00
San Giuseppe Vesuviano, il Quirinale riceve l'appello della famiglia di Giovanna Bifulco -
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La Presidenza della Repubblica ha risposto alla lettera aperta inviata dalla famiglia Bifulco Accardi in merito alla vicenda giudiziaria legata alla morte di Giovanna Bifulco, avvenuta il 3 febbraio 2004. A renderlo noto è lo Studio Associato Maior, che assiste i familiari attraverso gli avvocati Pierlorenzo Catalano, Michele Francesco Sorrentino e Filippo Castaldo, con il supporto dei rispettivi consulenti tecnici. Nel riscontro trasmesso dall’Ufficio per gli Affari dell’Amministrazione della Giustizia della Segreteria Generale della Presidenza della Repubblica, il Quirinale ha espresso la propria vicinanza umana ai familiari della donna, riconoscendo il lungo e complesso percorso segnato da anni di vicende giudiziarie. Nella comunicazione istituzionale viene evidenziata la sensibilità verso il dolore della famiglia, pur ribadendo i limiti costituzionali che impediscono al Presidente della Repubblica di intervenire o esprimere valutazioni su procedimenti che rientrano esclusivamente nelle competenze dell’autorità giudiziaria.

La risposta della Presidenza richiama infatti il principio fondamentale della separazione dei poteri, sottolineando come la più alta carica dello Stato non possa interferire con l’attività della magistratura né influenzare l’esito di procedimenti giudiziari in corso o già definiti.

La vicenda al centro della richiesta riguarda la morte di Giovanna Bifulco, avvenuta a seguito di un grave quadro infettivo sviluppatosi nei giorni precedenti. Secondo quanto sostenuto dalla famiglia e riportato nella ricostruzione difensiva, tra il 31 gennaio e il giorno del decesso la donna avrebbe avuto ripetuti contatti con medici di base e Guardia Medica. I familiari ritengono tuttavia che non vi siano stati accertamenti clinici diretti o visite approfondite, ma soltanto valutazioni effettuate a distanza e prescrizioni fornite telefonicamente.

Sempre secondo la tesi sostenuta dalla famiglia, il progressivo aggravamento delle condizioni di salute avrebbe reso tardivo l’intervento dei soccorsi, culminando con il decesso della donna dopo il trasferimento presso una struttura sanitaria.

Nel corso degli anni la vicenda è stata oggetto di procedimenti penali e civili che hanno escluso l’esistenza di un nesso causale tra le condotte sanitarie contestate e la morte della paziente. Tali conclusioni, però, sono state costantemente contestate dai familiari, che ritengono non siano stati adeguatamente approfonditi alcuni elementi tecnici e consulenze che, a loro giudizio, evidenzierebbero possibili criticità nell’assistenza ricevuta.

Proprio per questo motivo, lo Studio Associato Maior ha recentemente depositato una nuova denuncia-querela presso la Procura della Repubblica di Nola, chiedendo la riapertura delle indagini sulla base di ulteriori elementi documentali e valutativi. L’iniziativa punta a ottenere un nuovo esame dell’intera vicenda, nella convinzione della difesa che alcuni aspetti non abbiano trovato un approfondimento completo nei precedenti iter giudiziari.

«La risposta della Presidenza della Repubblica rappresenta un importante segnale di vicinanza umana alla famiglia Bifulco, che da oltre vent’anni convive con il dolore della perdita e con un articolato percorso giudiziario», hanno dichiarato i legali dello Studio Associato Maior. «Pur nel pieno rispetto dei limiti costituzionali richiamati dal Quirinale, resta per la famiglia la necessità di un ulteriore approfondimento giudiziario, nella convinzione che vi siano ancora aspetti da chiarire e valutare per giungere a una completa ricostruzione dei fatti».

La vicenda continua dunque a rappresentare un caso che, a distanza di oltre due decenni dalla morte di Giovanna Bifulco, mantiene aperto il confronto tra le conclusioni raggiunte dalla magistratura nei precedenti procedimenti e le richieste della famiglia, che continua a chiedere nuovi accertamenti per ottenere ulteriori risposte sulle circostanze che portarono al tragico epilogo del febbraio 2004.

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