Rubano 90mila euro a un uomo, arrestati tre poliziotti

Le immagini e le conversazioni raccolte avrebbero consentito agli investigatori di ricostruire quanto accaduto

A cura di Redazione
20 giugno 2026 06:00
Rubano 90mila euro a un uomo, arrestati tre poliziotti -
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Tre poliziotti sono stati arrestati con l’accusa di aver inscenato un falso controllo di polizia ai danni di un uomo già sotto indagine per riciclaggio, appropriandosi di circa 90mila euro in contanti che la vittima custodiva all’interno della propria automobile. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’episodio risale al primo settembre scorso e si sarebbe verificato nel quartiere Gianturco di Napoli. Gli agenti avrebbero fermato il soggetto simulando un’attività di polizia giudiziaria e procedendo al sequestro della consistente somma di denaro. Tuttavia, quei soldi non sarebbero mai stati versati o registrati secondo le procedure previste, finendo invece al centro di un’inchiesta che ha portato all’arresto degli stessi operatori.

A far scattare le indagini sarebbe stato un elemento del tutto imprevisto: durante l’intervento, i tre poliziotti sarebbero stati ripresi e intercettati nell’ambito di un’altra attività investigativa condotta da un diverso organismo di polizia giudiziaria. Le immagini e le conversazioni raccolte avrebbero consentito agli investigatori di ricostruire quanto accaduto e di ipotizzare un’azione finalizzata a sottrarre il denaro.

L’operazione che ha portato agli arresti è stata eseguita dalla Squadra Mobile di Napoli sotto il coordinamento del pubblico ministero Curatoli e del procuratore aggiunto Del Prete. I tre agenti, identificati con le iniziali L.O., G.V. e P.C., sono stati trasferiti nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, dove restano a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Le accuse formulate nei loro confronti sono particolarmente gravi: dovranno infatti rispondere di estorsione e accesso abusivo a sistema informatico. Secondo gli investigatori, proprio attraverso la consultazione indebita delle banche dati riservate avrebbero acquisito informazioni sull’uomo da colpire, venendo a conoscenza dell’indagine per riciclaggio che lo riguardava e dei suoi spostamenti.

Gli inquirenti ritengono che i tre fossero consapevoli del fatto che il loro obiettivo, poco prima del fermo, fosse uscito da un centro commerciale specializzato nella vendita di prodotti cinesi e che avesse con sé una rilevante quantità di denaro contante, presumibilmente destinata a operazioni sospette. Informazioni che, secondo l’accusa, sarebbero state utilizzate per organizzare il presunto intervento irregolare.

I prossimi sviluppi giudiziari sono attesi con gli interrogatori di garanzia, nel corso dei quali gli indagati potranno fornire la propria versione dei fatti e rispondere alle contestazioni mosse dalla Procura. L’inchiesta punta ora a chiarire nel dettaglio le modalità dell’operazione e ad accertare eventuali ulteriori responsabilità.

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