Rompe e fa razzia all'interno delle colonnine per le auto elettriche: arrestato
Due di loro sono riusciti a far perdere le proprie tracce, mentre il terzo è stato inseguito e bloccato
Non più soltanto cantieri, linee ferroviarie o impianti industriali. I ladri di rame prendono ora di mira anche le infrastrutture dedicate alla mobilità sostenibile. È quanto accaduto a Qualiano, in provincia di Napoli, dove i carabinieri hanno sventato un tentativo di furto ai danni di una colonnina per la ricarica di veicoli elettrici, facendo emergere una nuova tendenza criminale legata al mercato del cosiddetto “oro rosso”. L’episodio si è verificato durante la notte nel piazzale di un distributore di carburanti situato in via San Francesco a Patria. Durante un normale servizio di controllo del territorio, una pattuglia dell’Arma ha notato tre uomini intenti ad armeggiare attorno a una delle stazioni di ricarica presenti nell’area. L’atteggiamento sospetto dei tre ha immediatamente attirato l’attenzione dei militari, che si sono avvicinati per effettuare una verifica.
Alla vista dei carabinieri, i presunti responsabili hanno tentato la fuga. Due di loro sono riusciti a far perdere le proprie tracce, mentre il terzo è stato inseguito e bloccato grazie anche all’intervento dei militari della Sezione Radiomobile. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe opposto resistenza nel tentativo di evitare l’arresto, ma è stato comunque fermato e condotto in caserma.
Si tratta di Antonio Pezzella, 44 anni, già noto alle forze dell’ordine. Per lui sono scattate le accuse di tentato furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Al termine delle formalità di rito è stato posto agli arresti domiciliari, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa delle decisioni del magistrato competente.
Le indagini hanno accertato che i tre stavano cercando di impossessarsi di alcune componenti in rame custodite all’interno della colonnina di ricarica. Un materiale particolarmente ricercato sul mercato illecito per il suo valore economico e per la facilità con cui può essere rivenduto attraverso canali illegali.
Il valore dell’“oro rosso”
Il rame continua infatti a rappresentare una delle materie prime più appetibili per la criminalità specializzata nei furti di metalli. Sul mercato regolare il suo valore oscilla generalmente tra i 10 e gli 11 euro al chilogrammo, mentre il materiale recuperato e conferito legalmente ai centri autorizzati può essere pagato tra i 7 e i 9 euro al chilo.
Nel circuito clandestino, invece, il rame proveniente da furti viene acquistato a cifre inferiori, generalmente comprese tra i 3 e i 5 euro al chilogrammo, per poi essere lavorato e reimmesso illegalmente sul mercato.
Danni ben superiori al valore del bottino
Le moderne colonnine di ricarica rapida per auto elettriche contengono cavi di grande sezione, progettati per trasportare elevate quantità di energia. Si tratta di componenti pesanti e ricchi di rame che possono garantire ai ladri un bottino di diverse decine di chilogrammi in una sola incursione.
Tuttavia, il danno economico causato da questi furti va ben oltre il valore del materiale sottratto. La manomissione delle infrastrutture comporta infatti costosi interventi di riparazione, la sostituzione delle apparecchiature danneggiate e la sospensione temporanea del servizio per gli utenti. In molti casi, i costi sostenuti dai gestori risultano di gran lunga superiori al guadagno ottenuto dai malviventi attraverso la vendita del rame rubato.