Quattro truffe in Costiera, arrestato a Pomigliano

il meccanismo utilizzato era quello ormai tristemente noto del falso incidente o del familiare in difficoltà

A cura di Redazione
25 giugno 2026 12:00
Quattro truffe in Costiera, arrestato a Pomigliano -
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Un'organizzazione ben strutturata, telefonate studiate nei minimi dettagli, anziani individuati attraverso gli elenchi telefonici e un corriere incaricato di ritirare denaro e gioielli direttamente a domicilio. È il sistema che sarebbe stato utilizzato da una banda specializzata nelle truffe agli anziani e che negli ultimi giorni ha colpito la Penisola Sorrentina con una truffa portata a termine e almeno quattro tentativi sventati. A interrompere il piano criminale sono stati i carabinieri della Stazione di Sorrento che hanno arrestato un uomo di 46 anni residente a Pomigliano d'Arco, già noto alle forze dell'ordine per precedenti specifici. Al momento del fermo si trovava a bordo di uno scooter e stava cercando di raggiungere l'abitazione di quella che sarebbe potuta diventare la prossima vittima.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il meccanismo utilizzato era quello ormai tristemente noto del falso incidente o del familiare in difficoltà, ma organizzato con modalità quasi industriali. Da una vera e propria centrale operativa, strutturata come un call center, i truffatori contattavano numeri fissi selezionando soprattutto persone anziane.

La telefonata iniziava quasi sempre allo stesso modo. Un interlocutore si presentava come un nipote o un parente stretto coinvolto in un grave problema giudiziario. Subito dopo entrava in scena un complice che si qualificava come comandante dei Carabinieri o appartenente alle forze dell'ordine. Il racconto era sempre identico: un figlio, una figlia o un altro familiare era stato fermato e per evitarne l'arresto occorreva consegnare immediatamente una somma di denaro o preziosi.

Mentre la vittima veniva trattenuta al telefono per impedirle di contattare i parenti o chiamare il 112, un incaricato si metteva in viaggio per raggiungere l'indirizzo indicato e ritirare il bottino.

La truffa consumata risale al 18 giugno e ha avuto come vittima una donna di 88 anni residente a Sant'Agnello. La pensionata aveva ricevuto una telefonata da un uomo che si era presentato come il nipote Marco. Con tono allarmato le aveva riferito che alcuni familiari erano stati arrestati e che servivano soldi per risolvere la situazione.

L'anziana aveva spiegato di avere soltanto 500 euro in casa. I truffatori, però, non si erano fermati davanti a quella cifra. Le avevano chiesto se possedesse gioielli e oggetti preziosi. Poco dopo la donna aveva raccolto denaro e monili in una bustina verde da farmacia contenente collane, anelli, gemelli e altri oggetti in oro per un valore stimato tra i 12mila e i 15mila euro.

Quando il campanello aveva suonato, davanti alla porta si era presentato un uomo calvo, con barba incolta e alcuni denti mancanti. Si era qualificato come maresciallo, aveva controllato il contenuto della busta e si era allontanato rapidamente. Solo diverse ore dopo, all'arrivo della figlia, la donna aveva scoperto di essere stata vittima di una truffa.

Quel colpo, però, si sarebbe rivelato decisivo per l'indagine.

Nei giorni successivi la stessa organizzazione avrebbe tentato di colpire altre persone anziane tra Piano di Sorrento e i comuni limitrofi.

Una donna di 76 anni aveva ricevuto una chiamata da un falso nipote e successivamente da un sedicente comandante dei Carabinieri. Le era stato raccontato che la figlia e il genero erano stati fermati per problemi fiscali e che servivano 7.500 euro o gioielli da consegnare immediatamente. La pensionata aveva preparato i monili ma il ritorno a casa del marito aveva evitato il peggio. Compresa la truffa, la donna aveva interrotto la comunicazione prima dell'arrivo del corriere.

In un altro episodio una 91enne aveva smascherato immediatamente il tentativo di raggiro. Quando il falso nipote aveva iniziato il suo racconto, l'anziana aveva risposto senza esitazioni: «Io non ho nipoti», chiudendo di fatto la conversazione.

Un terzo tentativo aveva coinvolto una donna del 1948 alla quale era stato raccontato che i conti bancari della figlia erano stati bloccati. Anche in quel caso la richiesta era sempre la stessa: 7.500 euro per risolvere la situazione. La vittima, intuendo il raggiro, aveva chiesto apertamente se si trattasse di una truffa, ottenendo come unica risposta l'immediata interruzione della telefonata.

Particolarmente importante si è rivelata la testimonianza di una donna che, trovandosi a casa della madre ottantaduenne, ha deciso di registrare la telefonata ricevuta dai truffatori. Fingendo di essere l'anziana destinataria della chiamata, ha raccolto elementi che successivamente sono stati acquisiti dai carabinieri e utilizzati nell'inchiesta.

La svolta investigativa è arrivata grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nel condominio della vittima di Sant'Agnello. I filmati hanno immortalato chiaramente l'uomo mentre raggiungeva l'edificio, indicava con le dita il piano dell'appartamento, saliva le scale e ne usciva poco dopo con la busta contenente denaro e gioielli.

Gli investigatori sono riusciti a risalire anche allo scooter utilizzato per gli spostamenti, un Honda SH noleggiato attraverso una società della provincia di Mantova. Le immagini sono state diffuse alle caserme dell'Arma e i militari della Stazione di Marigliano hanno riconosciuto immediatamente il sospettato.

La mattina del 24 giugno i carabinieri di Sorrento hanno intercettato il veicolo segnalato mentre entrava in Penisola Sorrentina. Dopo una serie di appostamenti, il quarantaseienne è stato bloccato all'incrocio tra via Bernardino Rota e via Antonio Califano.

Gli accertamenti sul cellulare hanno fornito ulteriori elementi agli investigatori. Sul dispositivo era aperta l'applicazione Google Maps con il percorso verso Massa Lubrense e risultavano attive conversazioni WhatsApp con soggetti che monitoravano in tempo reale i suoi spostamenti e gli indicavano dove dirigersi.

Secondo gli investigatori, l'uomo era ormai prossimo a raggiungere una nuova vittima quando è stato fermato.

Su disposizione della Procura di Torre Annunziata il quarantaseienne è stato arrestato e trasferito in carcere. Per lui non si tratta del primo episodio. Soltanto lo scorso aprile era stato infatti arrestato nelle Marche con accuse analoghe legate alle truffe ai danni di persone anziane.

Le indagini proseguono ora per identificare tutti i componenti dell'organizzazione che avrebbe gestito le telefonate e coordinato le attività sul territorio. Gli investigatori sono convinti che dietro il sistema scoperto in Penisola Sorrentina operi una rete ben organizzata e capace di colpire contemporaneamente in diverse province italiane, scegliendo come bersaglio le persone più fragili e vulnerabili.

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