Prima lo ospita, poi la sequestra per abusare di lei
A destare allarme sono state le grida disperate di una donna provenienti da un basso situato lungo la strada
Momenti di tensione nel centro storico di Acerra, dove una donna è stata liberata dai carabinieri dopo essere stata rinchiusa contro la propria volontà all'interno di un'abitazione. Per la vicenda un uomo di origine marocchina è stato arrestato con l'accusa di sequestro di persona. L'episodio si è verificato nel tardo pomeriggio di sabato in via Filomarino, una stretta strada del centro cittadino che costeggia la Cattedrale e conduce verso il quartiere di San Cuono. Una zona solitamente molto frequentata, dove la presenza di numerosi passanti si è rivelata determinante per consentire l'intervento delle forze dell'ordine.
Le urla provenienti dall'abitazione
A destare allarme sono state le grida disperate di una donna provenienti da un basso situato lungo la strada. Inizialmente i presenti non riuscivano a comprendere cosa stesse accadendo né da dove arrivassero esattamente le richieste di aiuto. Con il passare dei minuti, però, alcuni residenti hanno individuato l'abitazione dalla quale provenivano le urla.
Avvicinandosi alla finestra, protetta da inferriate, hanno compreso che all'interno vi era una donna che chiedeva aiuto e che sembrava impossibilitata a uscire. Preoccupati per la situazione, alcuni cittadini hanno immediatamente contattato il numero di emergenza 112, segnalando quanto stava accadendo.
L'intervento dei carabinieri
Pochi minuti dopo sul posto sono giunti i militari della stazione dei carabinieri di Acerra. Dopo aver effettuato le prime verifiche e constatato la situazione, i militari sono riusciti ad accedere all'abitazione, aprendo con la forza la porta dell'alloggio.
La donna è stata così liberata e accompagnata all'esterno dell'immobile. Visibilmente scossa, ha fornito ai carabinieri una prima ricostruzione dei fatti, spiegando di trovarsi ad Acerra da alcuni giorni.
Secondo il suo racconto, avrebbe conosciuto a Napoli l'uomo che successivamente l'aveva ospitata nella propria abitazione. Quella che inizialmente appariva come una semplice ospitalità si sarebbe però trasformata in una situazione ben diversa.
Dal rapporto consensuale alla presunta segregazione
Stando a quanto emerso dai primi accertamenti, tra i due sarebbe nato un rapporto personale che inizialmente sarebbe stato consensuale. Successivamente, però, la donna avrebbe manifestato la volontà di interrompere la frequentazione e di allontanarsi dall'abitazione.
A quel punto, secondo la denuncia della vittima, l'uomo avrebbe reagito impedendole di lasciare l'alloggio, chiudendola all'interno e privandola della possibilità di uscire autonomamente.
Non essendo in grado di fornire indicazioni precise sul luogo in cui si trovava o sui movimenti dell'uomo, la donna non aveva avuto modo di chiedere aiuto prima che le sue urla attirassero l'attenzione dei passanti.
L'arresto al rientro in casa
Dopo aver raccolto le dichiarazioni della vittima, i carabinieri hanno deciso di attendere il ritorno dell'uomo. Alcune ore più tardi il presunto sequestratore è rientrato nell'abitazione ignaro della presenza dei militari.
Scattato l'intervento, l'uomo è stato immediatamente bloccato e arrestato con l'accusa di sequestro di persona. Successivamente è stato condotto negli uffici competenti per gli adempimenti di rito.