Presentata la domanda Igp per la cozza campana, addio allo spettro epatite
Il disciplinare individua come riferimento la specie Mytilus galloprovincialis, allevata lungo le coste campane secondo metodi controllati e tracciabili
È stata ufficialmente presentata la domanda per la registrazione della denominazione “Cozza Campana IGP”, secondo quanto previsto dalla normativa sulle Indicazioni Geografiche Protette. L’istanza è stata depositata ai sensi delle disposizioni ministeriali che regolano le procedure di riconoscimento dei prodotti agroalimentari di qualità, con l’obiettivo di valorizzare uno dei simboli della tradizione mitilicola della costa campana. La proposta è stata avanzata dall’“Associazione per la Valorizzazione della Cozza del Mar Tirreno Campania”, che ha predisposto il disciplinare di produzione e tutta la documentazione tecnica necessaria all’avvio dell’iter.
La pratica è ora disponibile per la consultazione presso gli uffici competenti della UOS 207.02.04 “Servizi Territoriali della Provincia di Caserta – Promozione e Valorizzazione dei Prodotti Agroalimentari, Forestali, della Pesca e dell’Acquacoltura”, con sede al Centro Direzionale di Napoli.
Il disciplinare individua come riferimento la specie Mytilus galloprovincialis, allevata lungo le coste campane secondo metodi controllati e tracciabili. Il prodotto potrà fregiarsi del marchio IGP solo se rispettate tutte le condizioni previste dal regolamento, dalla fase di allevamento fino alla commercializzazione.
Le aree interessate alla produzione comprendono i principali bacini costieri della regione: dal Golfo di Napoli al Golfo di Pozzuoli, dal litorale domitio e vesuviano-sorrentino fino al Golfo di Salerno e alle coste del Cilento e del Golfo di Policastro.
Il disciplinare descrive inoltre le caratteristiche qualitative del prodotto, evidenziandone forma allungata, conchiglia scura e carni dal sapore intenso e marcatamente marino, influenzate dalla salinità delle acque campane. Previsti anche parametri rigorosi per la qualità, tra cui dimensioni minime, indice di condizione e standard organolettici.
Grande attenzione viene posta anche alla tracciabilità dell’intera filiera produttiva, con controlli su ogni fase del processo e registrazione degli operatori autorizzati, in modo da garantire l’origine certificata del prodotto.
L’eventuale riconoscimento della “Cozza Campana IGP” rappresenterebbe un importante risultato per il comparto della mitilicoltura regionale, rafforzando la tutela e la valorizzazione di una produzione storica fortemente legata all’identità economica e culturale della costa campana.