Non raccolgono i rifiuti, i cittadini incendiano i cassonetti
La situazione è degenerata in poche ore davanti ai cumuli di immondizia rimasti a terra
Torna a salire la tensione sul fronte dell’igiene urbana nel quartiere Pianura, a Napoli, dove un disservizio nella raccolta dei rifiuti ha innescato una nuova ondata di proteste e atti vandalici. Nella notte tra domenica e lunedì, il mancato passaggio dei compattatori nell’area del Parco “Falcone e Borsellino”, lungo corso Duca D’Aosta, ha provocato l’accumulo di sacchetti e rifiuti sui marciapiedi, alimentando il malcontento dei residenti. La situazione è degenerata in poche ore: davanti ai cumuli di immondizia rimasti a terra, alcuni cittadini avrebbero reagito ribaltando i cassonetti e appiccando il fuoco ai rifiuti presenti in strada. Un gesto che ha ulteriormente aggravato le criticità già esistenti, trasformando un disservizio tecnico in un’emergenza ambientale e igienica.
A chiarire l’accaduto è stata Asia Napoli, che ha spiegato come il mancato ritiro sia stato causato da un improvviso guasto a un mezzo della raccolta. L’azienda ha precisato che la situazione è stata comunque ripristinata già alle 8.30 del mattino successivo grazie all’intervento del turno operativo seguente, riportando gradualmente alla normalità le attività di svuotamento.
Nonostante il rapido intervento, la società ha condannato con fermezza l’incendio dei rifiuti, definendolo un episodio di “paradossale inciviltà”, sottolineando come il rogo abbia finito per complicare ulteriormente le operazioni di pulizia. La combustione dei materiali, infatti, ha trasformato i rifiuti in scarti speciali, richiedendo l’intervento di ditte autorizzate e determinando inevitabili ritardi nelle operazioni di bonifica.
L’episodio ha immediatamente riacceso anche il confronto politico all’interno della Nona Municipalità. La consigliera Giovanna Lo Giudice ha preso le distanze dal gesto vandalico, esprimendo solidarietà ai cittadini che rispettano le regole e pagano regolarmente i tributi, ma ha al tempo stesso criticato la gestione complessiva del servizio di raccolta.
Secondo la consigliera, una delle criticità principali sarebbe rappresentata dalla disposizione delle cosiddette “batterie di cassonetti”, spesso composte da numerosi contenitori allineati, che finirebbero per diventare punti di conferimento abusivo dei rifiuti provenienti da altre zone della città. Una situazione che, a suo avviso, contribuirebbe a sovraccaricare il sistema e a rendere più difficile il controllo del territorio.
Lo Giudice ha inoltre evidenziato come il problema non sia isolato, ma inserito in un quadro più ampio di disorganizzazione del servizio. La gestione dei turni e delle modalità di raccolta, secondo la sua analisi, risulterebbe sbilanciata tra le diverse aree della città, con una distribuzione non uniforme degli interventi.
In alcune zone di Napoli, infatti, le operazioni di svuotamento dei grandi cassonetti e lo spazzamento meccanico vengono effettuati prevalentemente nelle ore notturne, garantendo una maggiore pulizia delle strade nelle prime ore del mattino. A Pianura, invece, la raccolta notturna risulterebbe fortemente ridotta, costringendo gli operatori a intervenire in condizioni di emergenza e con mezzi spesso insufficienti.
Questa organizzazione, secondo la consigliera, porterebbe a un circolo vizioso in cui il personale è costretto a inseguire costantemente situazioni già compromesse, senza la possibilità di intervenire in modo preventivo ed efficace.
Da qui l’appello finale rivolto ad Asia Napoli e all’amministrazione comunale affinché vengano adottati interventi strutturali e non più soluzioni temporanee. L’obiettivo, ha sottolineato, è quello di evitare che il degrado urbano venga progressivamente percepito come una condizione normale, restituendo invece al quartiere un servizio di raccolta rifiuti efficiente e stabile.