Multe e cartelle esattoriali non pagate: rottamazione fino al 2023
Le informazioni sui debiti che potranno essere inseriti nella procedura saranno disponibili dal 15 settembre 2026
Il Consiglio comunale di Napoli ha approvato all’unanimità la delibera che consente la definizione agevolata delle cartelle esattoriali relative a tasse, tributi e multe stradali non pagate fino al 31 dicembre 2023. La misura, che rientra nel quadro della Legge di Bilancio 2026, punta a favorire il recupero di crediti difficilmente esigibili e, allo stesso tempo, a offrire ai cittadini la possibilità di regolarizzare la propria posizione fiscale a condizioni più vantaggiose.
Secondo i dati illustrati dall’assessore al Bilancio, il valore complessivo dei crediti ancora da riscuotere supera i 2,19 miliardi di euro. Di questi, oltre 1,5 miliardi riguardano sanzioni per violazioni del Codice della Strada, mentre circa 600 milioni sono legati a tributi comunali e altre entrate patrimoniali. L’obiettivo dell’amministrazione è trasformare una parte di queste somme, oggi considerate di difficile recupero, in entrate concrete per le casse comunali.
La rottamazione consentirà ai contribuenti di estinguere i debiti versando esclusivamente il capitale dovuto e le spese vive di riscossione, senza pagare sanzioni, interessi di mora e altri oneri aggiuntivi. Il provvedimento riguarda esclusivamente i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 e non comprende le somme derivanti da condanne della Corte dei Conti.
Le informazioni sui debiti che potranno essere inseriti nella procedura saranno disponibili dal 15 settembre 2026 sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Le domande di adesione potranno essere presentate online dal 16 settembre al 31 ottobre 2026. I cittadini potranno scegliere se pagare l’intero importo in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2027 oppure rateizzarlo fino a un massimo di 54 rate bimestrali.
L’amministrazione comunale ha sottolineato che la misura è stata studiata per non compromettere gli equilibri di bilancio e per garantire un’opportunità di regolarizzazione a famiglie e imprese in difficoltà. Al tempo stesso, è stato evidenziato il rispetto verso i contribuenti che hanno sempre adempiuto ai propri obblighi fiscali. Palazzo San Giacomo sta inoltre valutando la possibilità di estendere in futuro la definizione agevolata anche ad alcune categorie di debiti successivi al 2023.