Multe da autovelox, si paga di meno

Le ragioni di queste differenze territoriali possono essere molteplici e comprendono l'installazione di nuovi dispositivi di rilevazione

A cura di Redazione
02 giugno 2026 13:00
Multe da autovelox, si paga di meno -
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Frenano gli incassi derivanti dalle multe elevate tramite autovelox nelle principali città italiane. Dopo anni caratterizzati da entrate consistenti per le amministrazioni comunali, il 2025 segna una significativa inversione di tendenza, con una riduzione complessiva dei proventi provenienti dai dispositivi elettronici per il controllo della velocità.

A evidenziarlo è un'analisi realizzata dal Codacons sulla base delle rendicontazioni che i Comuni sono tenuti a trasmettere ogni anno al Ministero dell'Interno entro il 31 maggio. Dallo studio emerge che le principali venti città italiane hanno incassato complessivamente circa 56,5 milioni di euro attraverso le sanzioni comminate dagli autovelox, registrando una diminuzione dell'8,9% rispetto al 2024. Lo scorso anno, infatti, gli introiti avevano raggiunto quota 62,1 milioni di euro.

Nel computo non compare il Comune di Napoli che, alla data presa in considerazione dall'associazione dei consumatori, non aveva ancora trasmesso la documentazione necessaria alla rilevazione.

Nonostante il calo generale, alcune città continuano a rappresentare punti di riferimento nella classifica nazionale degli incassi derivanti dal controllo elettronico della velocità. Al primo posto si conferma Firenze, che nel 2025 ha raccolto quasi 19,7 milioni di euro attraverso le sanzioni elevate dagli autovelox. La città toscana mantiene così un netto distacco rispetto agli altri capoluoghi italiani.

Alle sue spalle si colloca Bologna, che sale al secondo posto con circa 9,2 milioni di euro incassati. Terza posizione per Milano, che pur registrando un consistente ridimensionamento delle entrate riesce comunque a totalizzare quasi 6,9 milioni di euro. Seguono Genova con 4,8 milioni e Palermo con oltre 4,2 milioni di euro.

Se la graduatoria assoluta evidenzia quali siano i Comuni che incassano di più, l'analisi delle variazioni rispetto all'anno precedente racconta però una realtà molto diversa. Alcune amministrazioni hanno infatti registrato una drastica riduzione dei proventi derivanti dagli autovelox.

Tra i casi più rilevanti figura Roma, dove gli introiti sono passati da circa 4,8 milioni di euro nel 2024 a poco più di 2,3 milioni nel 2025, con una flessione superiore al 52%. Un calo significativo si registra anche a Milano, che perde quasi un terzo degli incassi, passando da 10,6 a 6,9 milioni di euro, con una diminuzione del 34,8%.

Ancora più marcate risultano le contrazioni registrate in alcune città di medie dimensioni. Secondo i dati elaborati dal Codacons, Trieste ha visto ridursi i proventi da autovelox del 94,4%, mentre Bolzano ha registrato una flessione dell'84,2%. Bari completa il podio delle peggiori performance con una diminuzione del 73% rispetto all'anno precedente.

Sul fronte opposto emergono invece realtà che hanno fatto segnare incrementi particolarmente consistenti. Il caso più evidente è quello di Ancona, dove gli incassi derivanti dalle multe per eccesso di velocità sono più che raddoppiati nel giro di un anno, passando da circa 855 mila euro a 1,8 milioni. Un incremento che supera il 116% e che rappresenta la crescita più significativa a livello nazionale.

Andamenti positivi si registrano anche a Genova, che aumenta le proprie entrate del 54%, e a Cagliari, dove i proventi crescono del 42% rispetto all'anno precedente.

Le ragioni di queste differenze territoriali possono essere molteplici e comprendono l'installazione di nuovi dispositivi di rilevazione, modifiche nella gestione dei controlli, variazioni dei flussi di traffico e una maggiore o minore efficacia delle campagne di sensibilizzazione rivolte agli automobilisti.

I dati confermano comunque come gli autovelox continuino a rappresentare uno strumento rilevante sia per la sicurezza stradale sia per i bilanci comunali. Tuttavia, il calo registrato nel 2025 suggerisce una possibile evoluzione nei comportamenti degli utenti della strada o un diverso utilizzo degli strumenti di controllo da parte delle amministrazioni locali.

Resta ora da capire se la diminuzione degli incassi rappresenti un fenomeno occasionale o l'inizio di una tendenza destinata a consolidarsi nei prossimi anni, in un contesto caratterizzato da un crescente dibattito nazionale sull'utilizzo degli autovelox e sulla loro funzione di prevenzione degli incidenti stradali.

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