Morta dopo intervento per dimagrire: risarcimento da 1,7 milioni

La liquidazione del danno è stata definita tenendo conto di diversi fattori, tra cui il numero dei familiari superstiti, la giovane età della vittima, la convivenza con il nucleo familiare

A cura di Redazione
30 giugno 2026 15:00
Morta dopo intervento per dimagrire: risarcimento da 1,7 milioni -
Condividi

Lo Studio Associato Maior ha comunicato l’esito di una decisione giudiziaria che riguarda un caso di responsabilità sanitaria, definito dal Tribunale di Napoli con la condanna dell’ASL Napoli 1 Centro al risarcimento di circa 1 milione e 700 mila euro in favore dei familiari di una donna deceduta dopo complicanze insorte in ambito ospedaliero. Secondo quanto riportato dagli avvocati dello studio legale, la vicenda risale al 2015 e riguarda una paziente di circa quarant’anni sottoposta a un intervento di chirurgia bariatrica presso l’ospedale Ospedale San Giovanni Bosco. L’operazione, in sé non considerata ad alto rischio letale, sarebbe stata seguita da una serie di complicanze infettive che hanno portato a un progressivo e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche fino al decesso.

Nel corso del giudizio, il Tribunale ha disposto una consulenza tecnica d’ufficio collegiale dalla quale sarebbe emersa una responsabilità della struttura sanitaria nella gestione del rischio infettivo. In particolare, secondo quanto riportato, non sarebbero state adottate misure adeguate di prevenzione e contenimento delle infezioni ospedaliere, elemento che avrebbe determinato il nesso causale tra le infezioni contratte in ambiente sanitario e la morte della paziente.

La liquidazione del danno è stata definita tenendo conto di diversi fattori, tra cui il numero dei familiari superstiti, la giovane età della vittima, la convivenza con il nucleo familiare e l’intensità del legame affettivo. Il risarcimento riconosciuto dal Tribunale rappresenta una delle cifre più rilevanti in casi analoghi di responsabilità medica.

Gli avvocati dello Studio Associato Maior hanno sottolineato come la sentenza ribadisca l’importanza del rispetto dei protocolli di prevenzione delle infezioni ospedaliere, evidenziando la centralità della tutela del paziente all’interno delle strutture sanitarie. Allo stesso tempo, hanno annunciato la possibilità di un’impugnazione limitata alla quantificazione del danno, ritenuta suscettibile di ulteriori valutazioni in sede di appello.

Segui il Fatto Vesuviano