"Mi devi dare la macchina", minacce all'imprenditore anche in videochiamata
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le richieste estorsive sarebbero iniziate già nei primi mesi dell'anno
Per mesi avrebbero subito pressioni, intimidazioni e richieste sempre più insistenti. Prima le pretese di denaro, poi la richiesta di consegnare un'automobile e infine le minacce esplicite accompagnate da schiaffi e aggressioni fisiche. È il quadro emerso dall'indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che ha portato all'arresto di tre persone ritenute vicine al clan Ferone, gruppo criminale legato al cartello camorristico degli Amato-Pagano. Le misure cautelari sono state eseguite dai carabinieri della Compagnia di Casoria nei confronti di Lino Caiazza, 42 anni, Vincenzo Pagano, 62 anni, conosciuto con il soprannome di "Sce Sce", ed Elpidio Patricelli, 35 anni, detto "o' gemello". I tre sono accusati, a vario titolo, di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di due fratelli imprenditori di Casavatore.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le richieste estorsive sarebbero iniziate già nei primi mesi dell'anno. Gli imprenditori sarebbero stati avvicinati più volte e invitati a versare denaro destinato, secondo gli indagati, alle "famiglie dei carcerati". Un'imposizione alla quale i due fratelli avrebbero cercato di opporsi, provocando una crescente escalation di intimidazioni.
Tra gli episodi contestati figura anche una videochiamata particolarmente intimidatoria. Durante il collegamento, una persona indicata dagli investigatori come appartenente al contesto criminale locale avrebbe rivolto ai due imprenditori minacce dirette, intimando loro di consegnare un'automobile nelle mani di uno dei complici. Le frasi pronunciate sarebbero state inequivocabili: "Dovete mettervi a posto con gli amici di Casavatore", "Non vi siete comportati bene con la famiglia" e ancora "Mi devi dare la macchina, la storia non finisce qua".
Le vittime, intimorite dal contesto e dal peso criminale degli interlocutori, inizialmente avrebbero evitato di denunciare quanto stava accadendo. La svolta investigativa è arrivata quando ai carabinieri è stata segnalata una violenta discussione avvenuta il 28 aprile scorso nella piazza antistante il Municipio di Casavatore.
Secondo gli accertamenti, nel corso della giornata vi sarebbero stati due distinti confronti tra gli imprenditori e Vincenzo Pagano. Durante il secondo incontro la situazione sarebbe degenerata: una delle vittime sarebbe stata schiaffeggiata e, mentre si allontanava dopo aver ricevuto nuove minacce, colpita con un calcio.
Gli investigatori hanno quindi convocato i due fratelli in caserma. Dopo un iniziale atteggiamento di forte prudenza e timore, gli imprenditori hanno deciso di raccontare quanto stavano subendo da mesi, confermando le richieste estorsive e le continue intimidazioni ricevute.
Le dichiarazioni delle vittime, unite alle attività investigative svolte dai militari, hanno consentito alla Direzione Distrettuale Antimafia di ricostruire il presunto sistema di pressioni esercitato nei confronti dei due commercianti. Il quadro indiziario raccolto è stato ritenuto sufficiente dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Gabriella Logozzo, che ha emesso l'ordinanza cautelare nei confronti dei tre indagati.
L'operazione rappresenta un nuovo colpo alle attività estorsive riconducibili ai clan attivi nell'area a nord di Napoli e conferma l'importanza della collaborazione tra vittime e forze dell'ordine nel contrasto alle pressioni della criminalità organizzata sul tessuto economico locale.
Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori episodi e verificare se altre persone possano aver subito analoghe richieste estorsive.