Matteo muore a 16 anni, la mamma dona gli organi
L’urto è stato violentissimo e ha sbalzato il giovane passeggero sull’asfalto, dove è ricaduto a diversi metri dal punto dell’impatto
Una notte spezzata dal rumore improvviso di un impatto e poi il silenzio. È così che Salerno si è ritrovata a fare i conti con la morte di Matteo Petti, 16 anni, rimasto vittima di un grave incidente stradale avvenuto all’alba nel centro cittadino. Un dolore che ha attraversato la comunità e che la famiglia ha scelto di trasformare in un ultimo gesto di generosità, autorizzando la donazione di organi e tessuti. Mentre la città si stringe attorno ai suoi cari, proseguono le indagini per chiarire con esattezza cosa sia accaduto nella notte tra giovedì e venerdì. Fondamentali saranno le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti lungo Corso Garibaldi e nelle attività commerciali della zona, nei pressi della stazione ferroviaria, che potrebbero aiutare a ricostruire gli attimi precedenti e successivi allo schianto.
L’incidente si è verificato poco dopo la mezzanotte, in una delle principali arterie cittadine. A bordo di uno scooter si trovavano un ragazzo di 21 anni, alla guida del mezzo, e il 16enne Matteo come passeggero. Per ragioni ancora in fase di accertamento, il veicolo ha perso stabilità andando a impattare contro un’auto parcheggiata lungo la carreggiata, all’altezza dell’incrocio tra Corso Garibaldi e via Santoro, tra la zona di Torrione e il centro urbano.
L’urto è stato violentissimo e ha sbalzato il giovane passeggero sull’asfalto, dove è ricaduto a diversi metri dal punto dell’impatto. Anche il conducente è finito a terra, rimanendo intrappolato nello scooter, ma le sue condizioni sono apparse fin da subito meno gravi.
Sul posto sono intervenute le pattuglie della Polizia di Stato e i sanitari della Croce Rossa Italiana e della Croce Bianca, insieme ai tecnici impegnati nella messa in sicurezza della strada e nei rilievi. L’area è stata transennata per consentire le operazioni di verifica e la raccolta degli elementi utili alle indagini.
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di una perdita autonoma di controllo del mezzo. Un elemento su cui si stanno concentrando gli accertamenti riguarda anche l’uso di dispositivi di protezione: dai primi riscontri emergerebbe infatti che i due giovani non indossassero caschi omologati.
Trasportato d’urgenza in ospedale, Matteo è arrivato in condizioni disperate a causa di un grave trauma cranico. Nonostante i tentativi dei medici, le sue condizioni si sono aggravate fino al decesso. Il conducente dello scooter, invece, si trova ricoverato all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona con diverse fratture agli arti inferiori, ma non sarebbe in pericolo di vita.
Un’intera città ora si raccoglie nel ricordo di un ragazzo la cui vita si è interrotta troppo presto, mentre la giustizia farà il suo corso per chiarire ogni responsabilità.