Maria Rosaria Boccia avrebbe copiato la tesi di laurea al 91%

una quota significativa del testo sarebbe stata attribuita a una tesi redatta da una studentessa della Luiss e discussa nel 2018

A cura di Redazione
09 giugno 2026 07:00
Maria Rosaria Boccia avrebbe copiato la tesi di laurea al 91% -
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Si è chiusa la fase delle indagini preliminari nei confronti di Maria Rosaria Boccia, imprenditrice originaria di Pompei, finita al centro di un’inchiesta della Procura di Napoli che ipotizza a suo carico due capi d’accusa per falso. L’atto rappresenta il passaggio preliminare alla possibile richiesta di rinvio a giudizio. Al centro del procedimento giudiziario vi è la presunta copiatura della tesi di laurea in Economia e Management, discussa nel 2023 e intitolata “Sistema Sanitario Nazionale: luci e ombre di un’eccellenza italiana stretta dai vincoli della finanza pubblica”. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Napoli, il lavoro accademico risulterebbe in larga parte non originale.

Gli investigatori avrebbero infatti rilevato che circa il 91% del contenuto della tesi sarebbe stato ripreso da altri elaborati e fonti esterne. In particolare, una quota significativa del testo sarebbe stata attribuita a una tesi redatta da una studentessa della Luiss e discussa nel 2018, mentre la restante parte risulterebbe derivata da ulteriori materiali reperiti in rete o in pubblicazioni accademiche.

Oltre alla presunta copiatura, viene contestata anche la “Dichiarazione di originalità dell’elaborato”, documento che, secondo l’accusa, sarebbe stato sottoscritto in modo non conforme al vero. L’Università telematica Pegaso, presso la quale la laurea è stata conseguita, si è costituita parte offesa, sottolineando di aver avviato autonomamente verifiche interne a seguito di segnalazioni e accertamenti giornalistici.

La difesa dell’imprenditrice, affidata agli avvocati Francesco Di Deco e Francesco Petruzzi, ha ricordato come l’avviso di conclusione delle indagini non equivalga a una condanna, invitando alla prudenza nella diffusione delle notizie legate al procedimento. I legali hanno inoltre espresso preoccupazione per la circolazione di informazioni relative a indagini ancora nella fase preliminare.

Parallelamente, la stessa Boccia ha replicato pubblicamente alle accuse, puntando l’attenzione su altri procedimenti giudiziari che coinvolgerebbero l’ex ministro Gennaro Sangiuliano, indicato come persona offesa in alcune inchieste. Una ricostruzione confermata dai suoi legali, che hanno parlato di procedimenti per stalking e diffamazione aggravata a carico dell’ex esponente del governo.

La difesa di Sangiuliano, a sua volta, ha ribadito come la posizione dell’ex ministro sia quella di parte lesa e come, allo stato, non risulterebbero notifiche relative a indagini nei suoi confronti. Secondo i legali, il procedimento che vede coinvolta la Boccia è già stato definito con richiesta di rinvio a giudizio e il processo avrà inizio il 6 ottobre.

La vicenda, che intreccia profili giudiziari e polemiche pubbliche, resta ora al vaglio della magistratura, chiamata a fare chiarezza sulle rispettive responsabilità.

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