Mamma e figlia avvelenate, pianta a pochi chilometri da casa

La presenza della pianta potrebbe non essere casuale, considerando che proprio dai semi di ricino si estrae la ricina

A cura di Redazione
05 giugno 2026 16:00
Mamma e figlia avvelenate, pianta a pochi chilometri da casa -
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Una scoperta nelle campagne del Molise potrebbe assumere rilievo investigativo nell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, al centro di un caso che ruota attorno alla presunta esposizione alla ricina, uno dei veleni naturali più potenti conosciuti.

Nei pressi di Pietracatella, in provincia di Campobasso, è stata infatti individuata una pianta di ricino ai margini di un campo di granturco, a circa 15 chilometri dal centro abitato. Il ritrovamento è stato documentato nel corso di un servizio televisivo andato in onda su una trasmissione Mediaset, riaccendendo l’attenzione degli inquirenti sulla possibile origine della sostanza tossica.

La presenza della pianta potrebbe non essere casuale, considerando che proprio dai semi di ricino si estrae la ricina, una tossina altamente pericolosa. Gli investigatori stanno valutando se l’area possa avere un ruolo nella catena degli eventi legati al caso o se si tratti di una coltivazione isolata e priva di collegamenti con l’inchiesta.

Il proprietario del terreno ha dichiarato di aver piantato il ricino diversi anni fa, seguendo una tradizione agricola locale tramandata nel tempo. Secondo il suo racconto, la pianta sarebbe stata utilizzata come rimedio naturale contro le talpe, animali che spesso danneggiano orti e coltivazioni. L’uomo ha inoltre spiegato che il ricino sarebbe cresciuto spontaneamente nel corso degli anni senza particolari interventi.

Resta ora da chiarire se il ritrovamento abbia un reale peso investigativo oppure se si tratti di una coincidenza agricola, mentre proseguono gli accertamenti degli inquirenti per ricostruire con precisione le cause del decesso delle due donne.

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