Mamma e figlia avvelenate, gli raccontano dei dissidi familiari

l’attività degli inquirenti prosegue attraverso una serie di audizioni di persone vicine alle vittime

A cura di Redazione
11 giugno 2026 16:00
Mamma e figlia avvelenate, gli raccontano dei dissidi familiari -
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A quasi sei mesi dalla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia decedute nel periodo natalizio in circostanze ancora oggetto di indagine, il quadro investigativo resta complesso e senza iscrizioni formali nel registro degli indagati, anche se gli inquirenti starebbero lavorando a una possibile svolta. Secondo quanto emerso da fonti investigative e da ricostruzioni riportate anche in ambito televisivo, gli approfondimenti si stanno concentrando su diversi elementi che potrebbero aiutare a chiarire l’origine del veleno utilizzato, la ricina, e le modalità con cui sarebbe stata somministrata alle due vittime.

Un punto considerato rilevante riguarda il ritrovamento di alcune piante di ricino nelle campagne nei pressi di Pietracatella, nel Pietracatella, luogo in cui viveva la famiglia. Gli investigatori stanno verificando se proprio da quell’area possa essere stata ricavata la sostanza tossica utilizzata nell’avvelenamento, elemento che finora non era stato chiarito.

Parallelamente, l’attività degli inquirenti prosegue attraverso una serie di audizioni di persone vicine alle vittime. L’ultimo interrogatorio, avvenuto nei giorni scorsi, ha riguardato un’amica della famiglia mai ascoltata in precedenza. Le testimonianze raccolte, insieme ad altre già acquisite, avrebbero evidenziato possibili tensioni interne al nucleo familiare, con riferimenti a rapporti non sempre sereni tra i suoi componenti.

Questi elementi stanno portando gli investigatori a riesaminare anche la dinamica dei rapporti personali delle vittime, ipotizzando che eventuali contrasti familiari possano aver avuto un ruolo nel contesto del delitto. Tuttavia, al momento, si tratta di piste ancora oggetto di verifica e senza conferme ufficiali.

Ulteriori riscontri sono attesi dall’analisi dei dispositivi elettronici appartenuti alle due donne, che potrebbero fornire dettagli utili sulle loro ultime comunicazioni e sugli eventuali contatti rilevanti nei giorni precedenti la morte. I risultati delle analisi autoptiche, già sottoposte a proroghe, sono attesi nelle prossime settimane e potrebbero rappresentare un elemento decisivo per l’inchiesta.

Nel frattempo, gli investigatori continuano a valutare la posizione di alcune persone già attenzionate, mentre non si esclude che nei prossimi giorni il quadro possa restringersi fino all’individuazione dei primi soggetti formalmente indagati. Rimane inoltre da definire l’eventuale nuovo sopralluogo nell’abitazione sequestrata a Pietracatella, sotto controllo da circa cinque mesi.

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