Liquami al parco protetto della Gaiola

è emerso come nell’area interessata sia presente uno scarico di troppo pieno fognario che si attiva in occasione delle precipitazioni atmosferiche

A cura di Redazione
15 giugno 2026 17:00
Liquami al parco protetto della Gaiola -
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Si è svolta a Napoli la riunione della commissione Ambiente e Mare dedicata alla presunta presenza di inquinamento nei fondali dell’area marina protetta del Parco Sommerso di Gaiola, dopo le segnalazioni di alcuni ricercatori che avrebbero individuato possibili scarichi di liquami nella zona. La seduta è stata sollecitata dal consigliere comunale Gennaro Demetrio Paipais ed è stata presieduta da Carlo Migliaccio, con l’obiettivo di approfondire le criticità ambientali segnalate e fare il punto sugli interventi in corso. Nel corso dell’incontro sono intervenuti diversi tecnici e responsabili del settore, tra cui il direttore dell’Area Marina Protetta della Gaiola Maurizio Simeone, il dirigente del Servizio Tutela del Mare del Comune di Napoli Ignazio Leone e il direttore tecnico di ABC – Acqua Bene Comune ABC Napoli, Pasquale Speranza.

Durante la discussione è emerso come nell’area interessata sia presente uno scarico di troppo pieno fognario che si attiva in occasione delle precipitazioni atmosferiche. Secondo quanto evidenziato dai tecnici, si tratta di una situazione strutturale risalente nel tempo e non pienamente compatibile con la presenza di un’area marina protetta come quella della Gaiola.

È stato inoltre ricordato il grande valore naturalistico del sito, che ospita uno dei patrimoni ambientali più rilevanti del litorale napoletano, con ecosistemi marini oggetto di studi scientifici e progetti di ricerca sulla biodiversità. Tuttavia, i relatori hanno sottolineato come i cambiamenti climatici e l’aumento degli eventi meteorologici estremi stiano rendendo più frequenti le attivazioni del sistema di scarico.

Dal punto di vista tecnico, è stato illustrato che in condizioni ordinarie il sistema fognario non riversa reflui in mare, mentre durante piogge intense possono attivarsi sfioratori progettati in passato che comportano il rilascio di acque miste. In tali casi, alcune criticità riguardano la capacità delle griglie esistenti di trattenere materiali di piccole dimensioni.

ABC ha comunque riferito di essere al lavoro su una serie di interventi per ridurre l’impatto ambientale, tra cui l’installazione di una grigliatura più fine in grado di intercettare la maggior parte dei rifiuti solidi, la manutenzione straordinaria degli impianti e l’utilizzo di sistemi di contenimento in mare per i materiali galleggianti. È inoltre prevista una più ampia riorganizzazione infrastrutturale affidata a Invitalia, con l’obiettivo di arrivare a una soluzione strutturale definitiva.

La commissione, nelle conclusioni, ha ribadito che continuerà a monitorare la situazione e a favorire il coordinamento tra enti tecnici e istituzioni, in un contesto che unisce tutela ambientale, gestione infrastrutturale e salvaguardia di un’area marina di grande pregio.

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