"Lei è complice di una rapina in gioielleria", e le portano via bene per 3 milioni e mezzo di euro

Facendo leva sulla paura e sulla confusione della vittima, i malviventi le avrebbero imposto il massimo riserbo, invitandola a non parlare nemmeno con il marito

A cura di Redazione
09 giugno 2026 17:00
"Lei è complice di una rapina in gioielleria", e le portano via bene per 3 milioni e mezzo di euro -
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Si sarebbero spacciati per appartenenti alle forze dell’ordine, costruendo un elaborato raggiro che ha portato una donna di 66 anni a consegnare denaro e preziosi per un valore complessivo stimato in circa 3,5 milioni di euro. Per questa vicenda i carabinieri hanno eseguito a Napoli un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un 22enne già noto alle forze dell’ordine, gravemente indiziato di truffa aggravata in concorso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto sarebbe iniziato con una telefonata apparentemente proveniente dalla Questura di Roma. I truffatori avrebbero utilizzato tecniche di spoofing telefonico per far comparire sul display della vittima un numero riconducibile alle forze di polizia, inducendola a credere di essere realmente coinvolta in un’indagine giudiziaria.

Alla donna sarebbe stato riferito che un’automobile intestata al padre, nel frattempo deceduto, sarebbe stata utilizzata per commettere una rapina ai danni di una gioielleria. Per rafforzare la messinscena, sarebbero stati inviati tramite WhatsApp documenti falsificati che la indicavano come persona sottoposta a indagine.

Facendo leva sulla paura e sulla confusione della vittima, i malviventi le avrebbero imposto il massimo riserbo, invitandola a non parlare nemmeno con il marito. Successivamente le sarebbe stato comunicato che gioielli e beni di valore presenti nella sua disponibilità dovevano essere sottoposti a una verifica da parte di un presunto consulente incaricato dall’autorità giudiziaria.

Convinta della veridicità della vicenda, la 66enne avrebbe consegnato ai complici una consistente quantità di beni preziosi: una scatola contenente gioielli, 650 euro in contanti, 3mila dollari, 2.500 franchi svizzeri e numerosi monili custoditi in una cassetta di sicurezza, oltre a una borsa di lusso. Il valore complessivo del patrimonio sottratto sarebbe stato quantificato in circa 3,5 milioni di euro.

L'indagine ha registrato una svolta grazie agli accertamenti tecnici effettuati dai carabinieri. Durante i rilievi è stata individuata un’impronta digitale lasciata su un veicolo della vittima. L’analisi eseguita dal Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma ha consentito di attribuire quella traccia al giovane successivamente arrestato.

Gli ulteriori approfondimenti investigativi e il riconoscimento fotografico avrebbero rafforzato il quadro indiziario nei confronti del 22enne, che è stato condotto nel carcere di Poggioreale.

Le attività investigative proseguono ora per identificare gli altri componenti del gruppo che avrebbe preso parte alla truffa. Va ricordato che l’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.

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