Inquinamento del Sarno, sequestrato cantiere

Dalle verifiche è emerso che i reflui di origine industriale venivano convogliati e smaltiti in maniera non autorizzata

A cura di Redazione
17 giugno 2026 17:00
Inquinamento del Sarno, sequestrato cantiere -
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Proseguono le attività di contrasto ai reati ambientali nell’area del fiume Sarno, nell’ambito di un più ampio dispositivo di controllo coordinato dall’ufficio inquirente guidato dal procuratore Nunzio Fragliasso, finalizzato all’individuazione e alla rimozione delle principali fonti di inquinamento del corso d’acqua. In tale contesto, è stato posto sotto sequestro un cantiere nautico situato nel territorio di Torre Annunziata. Il provvedimento è stato eseguito dagli uomini della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, che hanno apposto i sigilli all’attività denominata “Officina della Nautica Srl”.

L’area interessata dal sequestro si estende complessivamente per circa 8.700 metri quadrati, di cui 5.700 coperti e circa 3.000 scoperti, all’interno dei quali risultavano in corso diverse lavorazioni tipiche del settore della cantieristica navale e del rimessaggio imbarcazioni.

Nel corso degli accertamenti, i militari hanno riscontrato la presenza di attività di manutenzione su unità da diporto, tra cui operazioni di levigatura dello scafo e applicazione di prodotti antivegetativi. Contestualmente sono stati effettuati approfonditi controlli tecnici, anche mediante prove di continuità idraulica con l’impiego di traccianti, finalizzati a ricostruire il sistema di smaltimento delle acque reflue.

Dalle verifiche è emerso che i reflui di origine industriale venivano convogliati e smaltiti in maniera non autorizzata, attraverso un bypass che li immetteva direttamente nella rete fognaria, senza alcun trattamento preventivo di depurazione. Inoltre, l’attività risultava priva delle necessarie autorizzazioni alle emissioni in atmosfera previste dalla normativa vigente.

Alla luce delle irregolarità riscontrate, l’intera struttura è stata sottoposta a sequestro e le posizioni dei responsabili sono ora al vaglio dell’autorità giudiziaria competente. Le indagini proseguono per verificare l’eventuale impatto ambientale delle condotte accertate e per accertare ulteriori responsabilità.

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