Infiltrazioni camorristiche, sciolti i comuni di Torre Annunziata e Sarno
le amministrazioni decadono e la gestione degli enti sarà affidata a commissioni straordinarie nominate dal Governo
Il Consiglio dei Ministri ha disposto lo scioglimento dei Comuni di Torre Annunziata e Sarno per infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata, al termine delle verifiche svolte dalle commissioni d’accesso insediate nei due enti locali. Si conclude così la vicenda amministrativa dei sindaci di centrosinistra Corrado Cuccurullo e Francesco Squillante, entrambi eletti nel 2024.
Per Torre Annunziata il percorso che ha portato allo scioglimento è stato particolarmente travagliato. Un momento chiave si è verificato il 5 maggio scorso, durante la cerimonia di avvio della demolizione di un immobile riconducibile al clan Clan Gionta. In quell’occasione il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, espresse pubblicamente forti critiche nei confronti dell’amministrazione comunale, parlando di «troppe ombre e poche luci» e denunciando presunte contiguità con ambienti criminali e fenomeni di illegalità anche all’interno della macchina amministrativa.
Le dichiarazioni provocarono una dura reazione del sindaco Cuccurullo, che annunciò le dimissioni, poi al centro di un acceso confronto politico e istituzionale. Nello stesso periodo, inoltre, due consiglieri comunali dell’area democratica finirono sotto indagine insieme a un sindacalista per una presunta truffa ai danni del Comune legata a rimborsi e permessi, contribuendo ad aggravare il quadro già sotto osservazione da parte degli organismi ispettivi.
La decisione rappresenta un ulteriore capitolo nella complessa storia amministrativa della città vesuviana. Torre Annunziata era infatti già stata commissariata nel 2022 durante l’amministrazione guidata da Vincenzo Ascione, anch’egli espressione dell’area Pd. Con il provvedimento adottato dal Governo si arriva così al terzo scioglimento per infiltrazioni mafiose nella storia recente del Comune dall’introduzione dell’elezione diretta del sindaco.
Anche a Sarno la decisione arriva dopo mesi di accertamenti. L’attenzione degli ispettori si era concentrata, tra l’altro, su alcune nomine effettuate dall’amministrazione comunale. In particolare, la posizione di una professionista inserita nel Nucleo di Valutazione dell’ente era finita sotto esame dopo un’indagine della Guardia di Finanza che aveva portato all’emissione di una misura interdittiva nei suoi confronti nell’ambito di un’inchiesta su presunti episodi di usura ed estorsione.
Con lo scioglimento dei due Comuni, le amministrazioni decadono e la gestione degli enti sarà affidata a commissioni straordinarie nominate dal Governo, che avranno il compito di amministrare i territori fino al ritorno alle urne. La misura, prevista dalla normativa antimafia, viene adottata quando emergono elementi ritenuti idonei a dimostrare forme di condizionamento della criminalità organizzata sull’attività amministrativa e sulla gestione dell’ente locale.