Incendio doloso a Longola, il prefetto a Poggiomarino: «Il sito sarà ricostruito e le attività non si fermeranno»

Pronto il Piano per l'esposizione di 8000 reperti, lavori entro il 2027

20 giugno 2026 15:40
Incendio doloso a Longola, il prefetto a Poggiomarino: «Il sito sarà ricostruito e le attività non si fermeranno» -
Condividi

Una visita istituzionale per testimoniare vicinanza al territorio e rilanciare l'impegno per la tutela di uno dei più importanti patrimoni archeologici dell'area vesuviana. Il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha fatto visita oggi a Poggiomarino dopo il grave incendio doloso che, nella notte tra giovedì e venerdì, ha colpito il Parco Archeofluviale e Naturalistico di Longola. Ad accompagnarlo il commissario straordinario del Comune, Gabriella D'Orso, e il funzionario del Parco Archeologico di Pompei, Antonino Russo. Il prefetto ha espresso solidarietà alle associazioni, agli operatori e agli studenti coinvolti nelle attività del sito, sottolineando la necessità di rafforzare le misure di prevenzione.

«Quella inferta a Longola è una ferita che colpisce le associazioni, il mondo della scuola e tutte le realtà impegnate nella valorizzazione del patrimonio culturale. Sono qui per manifestare la vicinanza delle istituzioni e per ribadire che sarà necessario dotarsi di strumenti ancora più efficaci sul fronte della prevenzione. Guardiamo al futuro con un obiettivo preciso: ripristinare tutto ciò che è stato danneggiato e restituire il parco alla comunità», ha dichiarato Di Bari. Il rappresentante del Governo ha inoltre assicurato che le attività didattiche e culturali non saranno interrotte. «Le iniziative già avviate devono proseguire. Occorrerà circoscrivere l'area danneggiata, ma faremo in modo che il lavoro delle associazioni continui. Il loro contributo è fondamentale per la tutela, la valorizzazione e la diffusione della conoscenza del sito, soprattutto attraverso i percorsi educativi rivolti ai più giovani», ha aggiunto.

I danni e l'allarme dell'associazione Terramare 3000

A lanciare un appello è stato il Gruppo Archeologico Terramare 3000, che gestisce esclusivamente su base volontaria numerose attività all'interno del parco. «Sono andati distrutti strumenti e materiali utilizzati per la didattica, oltre agli studi ed alle riproduzioni che negli avevamo portato a termine. Abbiamo bisogno del sostegno delle istituzioni e della comunità per ripartire», hanno spiegato i rappresentanti dell'associazione.

Le fiamme hanno devastato l'infopoint, l'area accoglienza e alcune strutture lungo il percorso archeologico destinate ai laboratori didattici. Sono stati inoltre registrati tentativi di incendio ai danni di una serra e dell'auditorium. Gli investigatori hanno individuato quattro distinti punti d'innesco, elemento che conferma la natura dolosa dell'azione. Le telecamere di videosorveglianza presenti nell'area del Parco Archeologico di Pompei sono riuscite a documentare solo parzialmente il raid incendiario.

Il piano di rilancio: museo e 8mila reperti entro il 2027

Nonostante il grave episodio, le istituzioni guardano avanti. Il commissario straordinario Gabriella D'Orso e il funzionario Antonino Russo hanno confermato il programma di sviluppo già previsto per Longola. «Entro la fine del 2027 prenderà forma il progetto di esposizione di circa 8mila reperti archeologici. Parallelamente procederemo alla ricostruzione delle strutture danneggiate e alla piena prosecuzione delle attività già in corso», hanno annunciato.

Legalità e contrasto agli abusi

Nel suo intervento conclusivo, il prefetto Di Bari ha richiamato l'attenzione sul tema della legalità e della necessità di contrastare fenomeni diffusi di abusivismo e irregolarità. «Nel lavoro svolto a Poggiomarino sono emersi elementi significativi che richiedono verifiche puntuali e riscontri concreti anche in futuro. Mi riferisco a fenomeni di abusivismo edilizio e ad altre forme di illegalità che troppo spesso vengono percepite come normali. Dobbiamo rafforzare l'attuazione dei principi di legalità e procedere con ancora maggiore determinazione. L'attacco subito da Longola rappresenta una ferita profonda, ma conferma anche l'importanza del percorso di legalità intrapreso sul territorio», ha concluso il prefetto.

Segui il Fatto Vesuviano