Imprenditore di Poggiomarino scomparso, confermato il carcere per i quattro accusati
la giudice evidenzia la sussistenza dell’aggravante mafiosa, sottolineando come il sequestro sarebbe avvenuto in un contesto di assoluta spregiudicatezza
Quattro persone restano in carcere nell’ambito dell’inchiesta sulla scomparsa dell’imprenditore Francesco Vorraro, 58 anni, avvenuta nel Vesuviano nel febbraio 2026 e mai più chiarita. La decisione arriva dalla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nola, Giusi Piscitelli, che ha confermato la misura cautelare nonostante la mancata convalida del fermo. Gli indagati — Nunzio Mariano Avino, 33 anni, Luigi Fraschetti, 34 anni, Elio Marchisiello, 34 anni, e Gaetano Miranda, 32 anni — sono accusati di sequestro di persona, morte come conseguenza di altro reato e occultamento di cadavere, con l’aggravante del metodo mafioso.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’imprenditore sarebbe stato vittima di un sequestro poi degenerato in omicidio, con la successiva sparizione del corpo. Un episodio che gli inquirenti inquadrano nel fenomeno della cosiddetta “lupara bianca”, con la vittima prelevata e condotta in un’area isolata del territorio vesuviano, dove ogni traccia si sarebbe interrotta.
Nel provvedimento cautelare viene evidenziata la particolare gravità della condotta contestata, anche per le modalità esecutive ritenute disinvolte e avvenute in contesti pubblici, senza alcuna attenzione al rischio di essere ripresi dai sistemi di videosorveglianza presenti in zona.
L’inchiesta, secondo quanto emerge dagli atti, sarebbe riconducibile a contesti criminali collegati al clan Giugliano di Poggiomarino. In particolare, uno degli arrestati, Gaetano Miranda, risulterebbe in rapporti con soggetti ritenuti vicini al gruppo, come già emerso da precedenti controlli delle forze dell’ordine.
La giudice ha inoltre disposto la trasmissione del fascicolo alla Procura di Napoli per ulteriori valutazioni sulla competenza e sugli sviluppi dell’indagine.
Gli investigatori proseguono ora il lavoro per ricostruire con precisione tutte le fasi della vicenda e individuare l’eventuale luogo in cui potrebbe essere stato nascosto il corpo dell’imprenditore, in un caso che resta tra i più gravi al centro dell’inchiesta.