Il rogo di Longola finisce in Regione: "Raid studiato"
Le prime risultanze investigative lasciano pochi dubbi sulla natura dell’episodio
Un attacco che colpisce non soltanto strutture e beni materiali, ma un patrimonio storico, culturale e identitario appartenente all’intera Campania. È questo il significato attribuito da Giovanni Mensorio, presidente della III Commissione Attività Produttive del Consiglio regionale della Campania, al devastante incendio che nella notte tra giovedì e venerdì ha interessato il Parco Archeologico Naturalistico di Longola, a Poggiomarino. Le prime risultanze investigative lasciano pochi dubbi sulla natura dell’episodio. Secondo quanto emerso, l’incendio sarebbe stato di origine dolosa e i punti colpiti non sarebbero stati scelti casualmente. Le fiamme hanno infatti interessato l’infopoint, i laboratori didattici e la serra, strutture considerate fondamentali per le attività di divulgazione, ricerca e valorizzazione del sito archeologico.
Per Mensorio si tratterebbe di un gesto studiato e mirato, compiuto da persone che conoscevano bene l’area e il valore delle strutture distrutte. «Non siamo di fronte a un semplice incendio – sottolinea il presidente della Commissione – ma a un’aggressione diretta contro la memoria storica della nostra regione e contro il lavoro di quanti, da anni, si impegnano per preservare e promuovere questo straordinario patrimonio».
Il Parco di Longola rappresenta infatti una delle più importanti testimonianze archeologiche dell’Europa protostorica. Scoperto nel 2000, il sito custodisce i resti di un antico insediamento risalente al secondo millennio avanti Cristo, offrendo agli studiosi elementi unici per comprendere la vita delle popolazioni che abitavano l’area vesuviana migliaia di anni fa. Negli anni è diventato un punto di riferimento per attività didattiche, iniziative culturali e percorsi di valorizzazione del territorio.
Mensorio ha voluto esprimere pubblicamente la propria vicinanza alla comunità di Poggiomarino e alle associazioni che da tempo operano per la tutela del sito, in particolare Vivi Longola e Terramare 3000. Un pensiero è stato rivolto anche ai numerosi volontari che, spesso lontano dai riflettori, dedicano gratuitamente il proprio tempo alla cura e alla promozione del parco.
«Dietro ogni attività svolta a Longola ci sono anni di sacrifici, passione e impegno civile. Migliaia di ore di lavoro che hanno consentito di restituire visibilità e dignità a un luogo di straordinaria importanza storica. Vedere parte di questo patrimonio ridotto in cenere rappresenta una ferita profonda non solo per chi opera sul territorio, ma per tutte le istituzioni regionali», ha dichiarato.
Parallelamente, il presidente della Commissione ha espresso fiducia nell’operato delle forze dell’ordine, già impegnate nelle indagini per individuare i responsabili dell’incendio. L’auspicio è che gli autori vengano identificati nel più breve tempo possibile e chiamati a rispondere delle proprie azioni davanti alla giustizia.
Accanto alla condanna del gesto, arriva anche una proposta concreta. Mensorio ha infatti annunciato la presentazione di un ordine del giorno destinato a impegnare formalmente la Giunta regionale ad adottare tutti gli strumenti e i provvedimenti necessari per sostenere la messa in sicurezza dell’area, la ricostruzione delle strutture danneggiate e il rilancio delle attività del parco.
L’obiettivo è trasformare la solidarietà istituzionale in un percorso operativo capace di restituire rapidamente funzionalità e prospettive a uno dei siti archeologici più significativi del territorio campano. Un impegno che, secondo il consigliere regionale, dovrà coinvolgere sia il Consiglio regionale sia la Giunta della Campania nelle prossime settimane.
Particolare attenzione sarà riservata anche al programma di valorizzazione già avviato negli ultimi anni dal Parco Archeologico di Pompei, guidato dal direttore Gabriel Zuchtriegel. Un progetto sostenuto da un finanziamento di tre milioni di euro proveniente dal Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027 e finalizzato a promuovere il recupero e la fruizione del sito di Longola come polo culturale e turistico di rilievo nazionale.
«Non possiamo consentire che un gesto criminale interrompa o comprometta un percorso di crescita che coinvolge non soltanto Poggiomarino, ma l’intero comprensorio vesuviano», ha aggiunto Mensorio, evidenziando come il rilancio del parco rappresenti una straordinaria opportunità di sviluppo culturale ed economico per il territorio.
Il messaggio conclusivo è un invito alla responsabilità collettiva e alla difesa del patrimonio comune. «Longola appartiene a tutti noi. È parte integrante della storia della Campania e dell’Italia. Chi ha tentato di distruggerne il valore non riuscirà a cancellarne l’importanza. Ricostruiremo ciò che è stato devastato e continueremo a investire nella sua valorizzazione affinché possa tornare a essere un simbolo di cultura, memoria e futuro».