Grande caldo, al Cardarelli in 256 al pronto soccorso
Il bollino rosso indica condizioni climatiche particolarmente critiche che possono avere effetti negativi non solo sulle persone fragili, ma sull’intera popolazione
L’ondata di calore che sta investendo l’Italia continua a intensificarsi e nelle prossime ore coinvolgerà un numero sempre maggiore di città. Secondo l’ultimo bollettino sulle ondate di calore diffuso dal Ministero della Salute, i centri urbani contrassegnati dal bollino rosso, il massimo livello di allerta, passeranno dai 17 registrati oggi ai 18 previsti per venerdì, per poi restare invariati anche nella giornata di sabato.Il bollino rosso indica condizioni climatiche particolarmente critiche che possono avere effetti negativi non solo sulle persone fragili, ma sull’intera popolazione, compresi soggetti giovani e in buona salute. Tra le città attualmente interessate figurano Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. A partire da venerdì si aggiungerà anche Genova, portando il totale a 18 capoluoghi in massima allerta.Il quadro meteorologico evidenzia inoltre un progressivo peggioramento delle condizioni climatiche anche in altre aree del Paese. Sabato entreranno infatti in fascia arancione sei ulteriori città: Campobasso, Civitavecchia, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Trieste. Il livello arancione rappresenta una situazione di rischio per le categorie più vulnerabili, come anziani, bambini, persone con patologie croniche e soggetti fragili.Per Napoli si tratta di un ulteriore segnale dell’intensificazione del caldo che sta interessando il territorio campano. Finora il capoluogo partenopeo era rimasto in fascia gialla, corrispondente a uno stato di pre-allerta, ma l’innalzamento delle temperature previsto per il fine settimana ha spinto il Ministero a elevare il livello di attenzione.Le conseguenze dell’ondata di calore si stanno già facendo sentire sul sistema sanitario. All’ospedale Cardarelli di Napoli, il più grande del Mezzogiorno, si registra un aumento degli accessi al pronto soccorso. Negli ultimi dieci giorni i ricoveri e le richieste di assistenza sono cresciuti di circa il 10% rispetto alla media annuale.Nella sola giornata di ieri sono stati 220 i pazienti assistiti nel pronto soccorso dell’ospedale, contro una media giornaliera di 191 accessi registrata nel corso del 2025. Il dato più alto è stato raggiunto il 22 giugno, quando i sanitari hanno gestito ben 256 accessi in un’unica giornata.I medici invitano la popolazione a non sottovalutare gli effetti delle alte temperature. Particolare attenzione viene rivolta al rischio di disidratazione e agli squilibri elettrolitici che possono compromettere il corretto funzionamento dell’organismo e aggravare patologie preesistenti, soprattutto di natura cardiovascolare e neurologica.Le raccomandazioni restano quelle ormai note: bere frequentemente acqua anche in assenza dello stimolo della sete, evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore centrali della giornata, consumare pasti leggeri e seguire con attenzione le terapie farmacologiche, rispettando gli orari indicati dai medici.Nel frattempo il Comune di Napoli ha annunciato ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza. Il sindaco Gaetano Manfredi ha disposto verifiche immediate sul funzionamento delle fontanine pubbliche cittadine, dopo alcune segnalazioni relative a impianti non attivi.Secondo il primo cittadino, negli ultimi anni il numero delle fontane e dei punti di erogazione dell’acqua potabile è stato incrementato in maniera significativa e oggi la maggior parte dei beverini pubblici risulta funzionante. Restano tuttavia alcune postazioni ancora chiuse, sulle quali sono stati avviati interventi di controllo e ripristino.Particolare attenzione viene inoltre dedicata alle persone senza fissa dimora, considerate tra le categorie maggiormente esposte ai rischi delle temperature estreme. Le unità di strada e i servizi sociali comunali hanno intensificato le attività di assistenza, invitando i clochard a utilizzare docce pubbliche, centri di accoglienza e dormitori climatizzati.