Fratelli imprenditori picchiati per le estorsioni

Le vittime, secondo le risultanze investigative, sarebbero state minacciate e in alcuni casi colpite con schiaffi e calci

A cura di Redazione
20 giugno 2026 12:00
Fratelli imprenditori picchiati per le estorsioni -
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Richieste di denaro, pretese legate alla consegna di un'automobile, minacce e aggressioni fisiche. È il quadro emerso da un'indagine dei carabinieri che ha portato all'arresto di tre persone ritenute coinvolte in un tentativo di estorsione ai danni di due fratelli imprenditori di Casavatore, nell'area metropolitana di Napoli. I provvedimenti sono stati eseguiti dai militari della Sezione Operativa della Compagnia di Casoria, che hanno dato seguito agli accertamenti sviluppati negli ultimi mesi. Agli indagati viene contestato il reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, ipotesi accusatoria legata alle modalità intimidatorie con cui sarebbero state avanzate le richieste alle vittime.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli episodi risalirebbero al gennaio 2026. I due imprenditori avrebbero subito una serie di pressioni da parte di soggetti ritenuti vicini ad ambienti della criminalità organizzata attivi nell'area a nord di Napoli. Le richieste non si sarebbero limitate al versamento di somme di denaro, ma avrebbero riguardato anche la consegna di un'autovettura.

Quando le pretese non sarebbero state soddisfatte, gli indagati avrebbero fatto ricorso a comportamenti sempre più aggressivi. Le vittime, secondo le risultanze investigative, sarebbero state minacciate e in alcuni casi colpite con schiaffi e calci, in un contesto caratterizzato da forte intimidazione e pressione psicologica.

Le indagini si sono sviluppate tra aprile e giugno 2026 e hanno preso avvio grazie a un'attività informativa che ha consentito agli investigatori di individuare i primi elementi relativi al presunto tentativo di estorsione. Successivamente, la ricostruzione dei fatti è stata rafforzata dalle dichiarazioni rese dagli stessi imprenditori, che hanno collaborato con gli inquirenti raccontando quanto avrebbero subito.

Un contributo significativo all'inchiesta sarebbe arrivato anche dall'analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nelle aree interessate. Le immagini registrate dalle telecamere avrebbero infatti fornito ulteriori riscontri alle testimonianze raccolte, consentendo agli investigatori di verificare alcuni degli episodi denunciati e di consolidare il quadro probatorio.

Sulla base degli elementi acquisiti, l'autorità giudiziaria ha disposto le misure cautelari eseguite dai carabinieri nei confronti dei tre indagati. Gli arresti rappresentano l'esito di un'attività investigativa mirata a contrastare fenomeni estorsivi e forme di pressione criminale nei confronti del tessuto economico locale.

L'inchiesta si inserisce nel più ampio impegno delle forze dell'ordine e della magistratura contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nel territorio dell'area metropolitana di Napoli, con particolare attenzione alla tutela degli imprenditori e delle attività economiche esposte al rischio di intimidazioni e richieste estorsive.

Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare se vi siano altri episodi collegati ai fatti contestati.

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