Comunali a Pompei: "voti venduti per 20 euro"
vocali farebbero invece riferimento al recupero delle tessere elettorali e all’organizzazione delle operazioni di voto per alcune persone contattate
Nuovi elementi finiscono all’attenzione della Procura di Torre Annunziata nell’ambito dell’inchiesta sulle recenti elezioni amministrative di Pompei. Nei giorni scorsi, infatti, negli uffici giudiziari è stata consegnata una pen drive contenente alcuni messaggi vocali e una lettera anonima che farebbero riferimento a presunti episodi di compravendita di voti e attività di procacciamento elettorale.
La documentazione, che sarà acquisita al fascicolo già aperto dalla Procura guidata da Nunzio Fragliasso, contiene racconti e riferimenti a candidati e neoeletti del consiglio comunale. Chi ha inviato il materiale si presenta nella lettera come un elettore pompeiano, ma emergono incongruenze tra il nome indicato nel testo e quello riportato in calce al documento, circostanza che rende necessario un ulteriore approfondimento sulla provenienza delle segnalazioni.
L'inchiesta già aperta sul voto
L’indagine era partita nei giorni successivi al primo turno elettorale, quando la polizia aveva sorpreso alcuni elettori a fotografare la scheda all’interno della cabina elettorale, comportamento vietato dalla normativa che tutela la segretezza del voto.
In un primo episodio, una persona era stata denunciata dopo che gli agenti avevano trovato sul cellulare l’immagine della scheda appena votata. Successivamente, altri due elettori erano stati fermati per la stessa violazione. Proprio quest’ultimo caso ha attirato l’attenzione degli investigatori poiché entrambi avrebbero espresso la preferenza per la stessa candidata.
I telefoni cellulari sono stati sequestrati e sottoposti ad accertamenti tecnici per verificare l’eventuale presenza di messaggi, contatti o conversazioni che possano chiarire il contesto in cui sarebbero state scattate le fotografie.
I messaggi vocali
Tra i contenuti consegnati alla Procura figurano diversi audio nei quali alcune persone discuterebbero di presunti incentivi economici destinati agli elettori. In uno dei messaggi una donna racconta di aver assistito alla consegna di denaro a una persona che non aveva ancora votato, accompagnata dall’indicazione di esprimere una specifica preferenza elettorale.
Altri vocali farebbero invece riferimento al recupero delle tessere elettorali e all’organizzazione delle operazioni di voto per alcune persone contattate. Si tratta tuttavia di elementi ancora tutti da verificare e che saranno sottoposti agli opportuni riscontri investigativi per accertarne autenticità, provenienza e contenuto.
La posizione dei candidati
Tra i nomi citati nella documentazione compare anche quello di Luisa De Angelis, risultata la candidata più votata della lista civica collegata a Giuseppe Tortora. Al momento non risultano contestazioni nei suoi confronti né provvedimenti giudiziari a suo carico. Saranno gli accertamenti della magistratura a stabilire se vi siano eventuali collegamenti tra le attività oggetto di indagine e la campagna elettorale.
Gli sviluppi
L’obiettivo degli investigatori è comprendere se gli episodi emersi siano riconducibili a semplici iniziative individuali oppure se possano configurare ipotesi più gravi, come la corruzione elettorale. Per questo motivo proseguono le analisi sui dispositivi sequestrati e sulla documentazione recentemente acquisita.
L’inchiesta si trova ancora in una fase preliminare e tutte le circostanze emerse dovranno essere verificate attraverso ulteriori riscontri investigativi prima di poter essere considerate elementi probatori.