Commerciante di auto preso in ostaggio: 9 arresti

L’azione criminale, caratterizzata da particolare violenza, avrebbe avuto come obiettivo il controllo delle disponibilità economiche dell’uomo

A cura di Redazione
11 giugno 2026 14:30
Commerciante di auto preso in ostaggio: 9 arresti -
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Un’indagine coordinata dalla magistratura e dalle forze dell’ordine ha portato alla luce un grave episodio di violenza e criminalità organizzata avvenuto nel mese di maggio nel territorio casertano, ai danni di un imprenditore attivo nel commercio di auto e orologi di lusso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima sarebbe stata seguita da un gruppo di persone fino a essere successivamente bloccata, sequestrata e costretta a raggiungere un’area isolata, dove avrebbe subito minacce e aggressioni finalizzate all’estorsione di denaro e beni di valore. L’azione criminale, caratterizzata da particolare violenza, avrebbe avuto come obiettivo il controllo delle disponibilità economiche dell’uomo.

Nel corso della rapina, l’imprenditore sarebbe stato privato di una somma consistente in contanti, stimata in diverse centinaia di migliaia di euro, oltre a un orologio di lusso e a un borsello contenente le chiavi di veicoli di alta gamma custoditi all’interno della sua concessionaria. Il furto di questi elementi avrebbe avuto anche lo scopo di esercitare ulteriore pressione sulla vittima, rafforzando la dinamica estorsiva.

L’inchiesta è stata avviata dalla Squadra Mobile di Caserta a seguito della denuncia presentata dall’imprenditore, e ha successivamente coinvolto la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha coordinato le attività investigative. Gli approfondimenti hanno permesso di delineare un quadro indiziario ritenuto grave nei confronti di nove persone, ora indagate a vario titolo.

Gli indagati sono accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina, lesioni personali e aggravanti legate all’uso di armi, oltre all’ipotesi di aver agito con modalità riconducibili al metodo mafioso. Le accuse sono state formulate nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza collegamenti con contesti criminali strutturati.

Gli investigatori hanno inoltre ricostruito come l’imprenditore sarebbe stato inizialmente avvicinato da soggetti ritenuti vicini a figure di rilievo del clan dei Casalesi. In una fase successiva, dopo alcuni sviluppi giudiziari che avrebbero interessato quei soggetti, il ruolo operativo sarebbe passato ad altri individui riconducibili a contesti criminali attivi nei comuni di Recale e Curti.

Il sequestro, secondo quanto emerso, sarebbe stato messo in atto con modalità particolarmente intimidatorie e violente, considerate dagli inquirenti coerenti con le dinamiche tipiche della criminalità organizzata di stampo camorristico. L’intervento delle forze dell’ordine ha portato all’esecuzione di un provvedimento di fermo emesso dall’autorità giudiziaria, poi convalidato da diversi uffici del giudice per le indagini preliminari competenti tra Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e Tribunale di Napoli Nord.

Successivamente, sulla base del quadro indiziario raccolto, è stata disposta nei confronti di tutti gli indagati la misura della custodia cautelare in carcere. Le indagini proseguono per chiarire ulteriormente la rete dei rapporti tra i soggetti coinvolti e l’eventuale struttura organizzativa dietro l’azione criminale.

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