Colpo alla camorra, 17 arresti all'alba

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione aggravata e continuata e usura

A cura di Redazione
15 giugno 2026 12:30
Colpo alla camorra, 17 arresti all'alba -
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Nuovo duro colpo alla criminalità organizzata nell’area nord della provincia di Napoli. Diciassette persone sono state arrestate dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione aggravata e continuata e usura. L'operazione rappresenta il risultato di una complessa attività investigativa sviluppata tra il 2021 e il 2022, che avrebbe consentito agli inquirenti di ricostruire struttura, attività e modalità operative del cosiddetto “clan della 167”, ritenuto uno dei gruppi criminali più influenti nell'area di Arzano e nei comuni limitrofi.

Secondo l'impianto accusatorio, il sodalizio rappresenterebbe una diramazione territoriale del noto Clan Amato-Pagano, organizzazione camorristica storicamente radicata nei comuni dell'hinterland settentrionale napoletano e già al centro di numerose inchieste antimafia.

Le indagini avrebbero evidenziato un sistema di controllo capillare del territorio, attraverso il quale il gruppo criminale avrebbe imposto richieste estorsive a imprenditori, commercianti e operatori economici locali. Gli investigatori ritengono che il clan gestisse in maniera pressoché monopolistica il racket delle estorsioni, esercitando una forte pressione sulle attività produttive presenti nell'area.

Tra gli aspetti emersi dall'inchiesta vi sarebbe anche una particolare propensione all'uso della violenza. Secondo gli accertamenti, le intimidazioni e le aggressioni non sarebbero state rivolte soltanto verso l'esterno per consolidare il controllo criminale del territorio, ma avrebbero interessato anche gli stessi affiliati. Gli inquirenti contestano infatti episodi di pestaggi e aggressioni utilizzati per punire comportamenti ritenuti non conformi alle regole interne dell'organizzazione o per risolvere dissidi tra i membri del gruppo.

L'operazione si inserisce nell'ambito delle attività di contrasto alla criminalità organizzata coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e rappresenta un ulteriore intervento volto a indebolire le strutture camorristiche operanti nell'area metropolitana partenopea.

Come previsto dalla legge, le accuse formulate nei confronti degli indagati dovranno essere valutate nelle successive fasi processuali, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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