Bengalesi picchiati a San Gennaro Vesuviano, ecco com'è partita l'indagine

I due maggiorenni sono stati raggiunti da misure cautelari rispettivamente in carcere e ai domiciliari, mentre per i due diciassettenni erano già scattati provvedimenti

A cura di Redazione
07 giugno 2026 20:00
Bengalesi picchiati a San Gennaro Vesuviano, ecco com'è partita l'indagine -
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Si chiude con quattro arresti un’indagine condotta dai Carabinieri che ha fatto luce su una serie di rapine avvenute nei primi mesi dell’anno a San Gennaro Vesuviano. Nel mirino della banda sarebbero finiti numerosi cittadini di origine bengalese, aggrediti per essere derubati del denaro contante che portavano con sé. Il gruppo era composto da due minorenni di 17 anni e da due giovani di 23 e 24 anni. Per tutti sono scattati provvedimenti cautelari emessi dalle autorità giudiziarie competenti al termine di un’articolata attività investigativa coordinata dalle Procure competenti.

Le indagini hanno ricostruito almeno otto episodi criminosi, tre dei quali rimasti allo stadio del tentativo, commessi tra gennaio e febbraio nel territorio di San Gennaro Vesuviano. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati individuavano le vittime per strada, le avvicinavano e le aggredivano per impossessarsi del denaro.

Un ruolo determinante nelle indagini è stato svolto dalla testimonianza di un residente della zona, contattato da una delle vittime per visionare le immagini del proprio sistema di videosorveglianza. Da quel primo elemento investigativo, i militari sono riusciti a ricostruire ulteriori episodi e a convincere altre persone offese a formalizzare le denunce.

Gli investigatori hanno inoltre acquisito e analizzato numerosi filmati provenienti sia dagli impianti di videosorveglianza comunali sia da telecamere private. Le immagini hanno consentito di individuare i veicoli utilizzati durante le rapine e di raccogliere ulteriori elementi a carico dei presunti responsabili.

Nel corso delle perquisizioni, eseguite su disposizione dell’autorità giudiziaria, sono stati sequestrati indumenti ritenuti compatibili con quelli utilizzati durante gli assalti, un distintivo riconducibile a una guardia particolare giurata e una mazza da baseball in alluminio che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata impiegata per intimidire e in alcuni casi colpire le vittime.

I due maggiorenni sono stati raggiunti da misure cautelari rispettivamente in carcere e ai domiciliari, mentre per i due diciassettenni erano già scattati provvedimenti nell’ambito del procedimento avviato dalla Procura per i Minorenni.

Gli arresti sono stati eseguiti nelle abitazioni degli indagati nel comune di Striano. Come previsto dalla legge, le accuse dovranno essere verificate nel corso del procedimento e gli indagati potranno esercitare tutti i diritti di difesa previsti dall’ordinamento.

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