Apecar, motorini e teste di cavallo nelle fognature
materiali solidi che, secondo la normativa e il corretto funzionamento del sistema, non dovrebbero essere presenti
Nel corso di una commissione tecnica sono emersi nuovi elementi e dettagli sul funzionamento degli impianti fognari dell’area occidentale di Napoli e sulle criticità legate agli scarichi che arrivano fino alla zona di Coroglio. A riportare ulteriori precisazioni è stato Pasquale Speranza, direttore tecnico di ABC Acqua Bene Comune per il settore acquedotto e fognature. L’ingegnere ha descritto il sistema di convogliamento delle acque provenienti da diverse aree della città, tra cui Pianura, Camaldoli e Fuorigrotta, sottolineando come tali flussi trasportino spesso materiali solidi che, secondo la normativa e il corretto funzionamento del sistema, non dovrebbero essere presenti nella rete fognaria.
Nel suo intervento, Speranza ha evidenziato con toni molto diretti la presenza di rifiuti anche ingombranti all’interno dei canali, facendo riferimento a episodi già documentati che includerebbero oggetti impropri e materiali di varia natura. Il dirigente ha richiamato l’attenzione sul problema del conferimento scorretto dei rifiuti da parte dei cittadini, sottolineando come comportamenti inadeguati finiscano per compromettere il funzionamento delle infrastrutture.
Dal punto di vista tecnico, è stato spiegato che l’impianto di Coroglio è oggetto di un progetto di potenziamento realizzato da Invitalia, finalizzato a migliorare la capacità di filtrazione e trattamento delle acque. Il piano prevede l’installazione di sistemi di grigliatura più avanzati, in grado di intercettare una parte significativa dei materiali solidi presenti nei flussi in ingresso, riducendo così l’impatto degli scarichi sul mare.
Speranza ha chiarito che l’impianto funziona in modo tale da convogliare le acque verso il trattamento principale in condizioni ordinarie, mentre solo in caso di piogge particolarmente intense o di guasti si possono verificare sfioramenti in mare, come previsto dal progetto originario. In tali circostanze, i sistemi di filtraggio attuali non riescono a trattenere i materiali più piccoli, che possono raggiungere l’ambiente marino.
Anche il dirigente del Servizio comunale Tutela del Mare, Ignazio Leone, è intervenuto per descrivere la situazione di un altro punto critico, quello dello scarico di Cala Badessa. Ha spiegato che le griglie esistenti non sono sempre sufficienti a bloccare i rifiuti di piccole dimensioni, che finiscono per disperdersi nei fondali, pur precisando che sono in corso interventi tecnici e progettuali per affrontare il problema in modo strutturale.
Nel complesso, dalla commissione emerge un quadro complesso in cui criticità infrastrutturali, comportamenti scorretti e interventi di adeguamento si intrecciano in un sistema che resta sotto costante monitoraggio e oggetto di nuovi interventi di miglioramento.