Anche il Consiglio di Stato revoca le licenze al Castello delle Cerimonie

Il provvedimento comunale era stato adottato in seguito alla confisca definitiva della struttur

A cura di Redazione
09 giugno 2026 18:30
Anche il Consiglio di Stato revoca le licenze al Castello delle Cerimonie -
Condividi

Nuovo capitolo nella vicenda giudiziaria che riguarda il Grand Hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate, la struttura resa celebre in tutta Italia dal programma televisivo “Il Castello delle Cerimonie”. Dopo il pronunciamento favorevole del Tar Campania, arriva ora anche quello del Consiglio di Stato, che ha respinto l'istanza presentata dalla famiglia Polese, confermando la validità dei provvedimenti adottati dal Comune.

La decisione della settima sezione del massimo organo della giustizia amministrativa rafforza dunque l'operato dell'amministrazione comunale guidata dalla sindaca Ilaria Abagnale, che aveva disposto la revoca delle autorizzazioni necessarie all'esercizio dell'attività alberghiera e di ristorazione all'interno del complesso.

Il provvedimento comunale era stato adottato in seguito alla confisca definitiva della struttura, passaggio che aveva aperto la strada alla successiva cancellazione dei titoli autorizzativi che consentivano il regolare svolgimento delle attività ricettive e di ristorazione.

Con il rigetto dell'ultimo ricorso amministrativo, il Consiglio di Stato ha ritenuto legittimi gli atti emanati dal Comune, chiudendo di fatto un ulteriore tentativo di ottenere la sospensione delle decisioni già assunte dall'ente locale.

La vicenda del Grand Hotel La Sonrisa continua da tempo a essere al centro dell'attenzione pubblica e giudiziaria. La struttura, diventata famosa grazie al format televisivo dedicato ai matrimoni e alle grandi cerimonie, rappresenta uno dei luoghi più conosciuti dell'area stabiese e vesuviana.

La pronuncia del Consiglio di Stato consolida ora il quadro amministrativo già delineato nei mesi scorsi, confermando la revoca delle licenze e riconoscendo la correttezza dell'iter seguito dal Comune di Sant'Antonio Abate dopo la definitiva acquisizione del bene da parte dello Stato.

Segui il Fatto Vesuviano