Aggressione omofoba davanti al cimitero

tre giovani avrebbero avvicinato un’auto con a bordo tre uomini, che si trovavano parcheggiati in una posizione appartata

A cura di Redazione
25 giugno 2026 06:00
Aggressione omofoba davanti al cimitero -
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Una notte di forte tensione tra Capodrise e Caserta si è conclusa con il fermo di tre giovani, tra cui un minorenne, al termine di un inseguimento ad alta velocità e di un intervento coordinato delle forze dell’ordine. Al centro della vicenda una presunta aggressione avvenuta nei pressi del cimitero di Capodrise, che secondo le ipotesi investigative avrebbe avuto una matrice omofoba e sarebbe poi degenerata in un pestaggio, nel danneggiamento di un’auto e nella successiva fuga dei presunti responsabili.I fatti, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbero avvenuti tra lunedì e martedì scorsi in una zona isolata nei pressi del cimitero del comune casertano. Qui tre giovani avrebbero avvicinato un’auto con a bordo tre uomini, che si trovavano parcheggiati in una posizione appartata. Da una prima ricostruzione, la situazione sarebbe rapidamente degenerata: agli insulti a sfondo omofobo sarebbe seguita un’aggressione fisica nei confronti degli occupanti del veicolo.Nel corso del presunto pestaggio, una delle vittime sarebbe stata colpita al volto con una spranga di ferro, poi successivamente sequestrata dagli agenti intervenuti. Gli altri presenti sarebbero riusciti inizialmente a sottrarsi all’aggressione, mentre la persona ferita sarebbe rimasta alla guida del proprio veicolo nel tentativo di allontanarsi e chiedere aiuto.A quel punto, secondo l’accusa, sarebbe iniziato un inseguimento lungo diverse strade tra Capodrise e Caserta. I tre presunti aggressori avrebbero seguito l’auto della vittima, dando vita a una fuga ad alta tensione durante la quale il veicolo inseguito sarebbe stato anche urtato e parzialmente speronato. Nel frattempo, la vittima sarebbe riuscita a contattare la Polizia, restando in comunicazione con gli operatori e fornendo in tempo reale la propria posizione e gli spostamenti del mezzo in fuga.Grazie alle informazioni trasmesse, le forze dell’ordine avrebbero predisposto una serie di posti di blocco che hanno consentito di intercettare i fuggitivi. L’inseguimento si è concluso nei pressi di via Isonzo, a Caserta, dove gli agenti sono riusciti a fermare i tre giovani.Durante l’operazione sarebbe stato inoltre acquisito un video girato dalla vittima mentre veniva inseguita, elemento che risulta ora al vaglio degli investigatori insieme agli altri atti dell’inchiesta.I due maggiorenni, identificati in Mario Nacchia, 19 anni, e Vincenzo Raucci, 21 anni, entrambi residenti a Capodrise, sono stati arrestati. Per il terzo giovane, un minorenne, è scattata invece la denuncia a piede libero: la sua posizione è ora al vaglio della Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli.A carico dei tre risultano ipotizzati, a vario titolo, i reati di tentata rapina, lesioni personali, violenza privata e danneggiamento, aggravati dalla finalità discriminatoria. Nei confronti dei due maggiorenni il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha convalidato gli arresti disponendo però la misura dell’obbligo di firma giornaliera presso il commissariato di Marcianise, respingendo la richiesta di misura cautelare più restrittiva avanzata dall’accusa.Il processo è stato fissato per il 15 settembre. Gli arrestati sono assistiti dall’avvocato Guglielmo Ventrone, mentre la persona offesa è rappresentata dall’avvocato Francesco Petrillo.L’episodio ha riacceso l’attenzione sul tema delle aggressioni a sfondo discriminatorio e sulla necessità di contrastare con decisione ogni forma di violenza legata all’orientamento sessuale, mentre proseguono gli accertamenti per definire con precisione la dinamica dei fatti.

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