Addio Jacopo, è lui l'infermiere del Cotugno morto nell'incidente

nonostante i soccorsi per il 27enne non c’è stato nulla da fare

A cura di Redazione
16 giugno 2026 14:00
Addio Jacopo, è lui l'infermiere del Cotugno morto nell'incidente -
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Un profondo dolore ha colpito l’Azienda Ospedaliera dei Colli e l’intera comunità sanitaria dopo la tragica scomparsa di Jacopo Fisciano, infermiere di 27 anni residente a Napoli, morto in seguito a un drammatico incidente stradale avvenuto ieri sul litorale di Castel Volturno. Il giovane, che lavorava presso la UOC Clinica Pneumologica Vanvitelli–Monaldi diretta dal professor Andrea Bianco, aveva trascorso la giornata al mare in un momento di svago. Nel tardo pomeriggio, mentre si trovava in sella alla sua moto, si era appena allontanato da un parcheggio situato nei pressi di uno stabilimento balneare in via Leoncavallo, nell’area del lungomare di Ischitella, quando ha improvvisamente perso il controllo del mezzo. Le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento.

La caduta si è rivelata fatale e, nonostante i soccorsi, per il 27enne non c’è stato nulla da fare. La notizia della sua morte si è rapidamente diffusa all’interno dell’ambiente ospedaliero, provocando sgomento e commozione tra colleghi, medici e personale sanitario.

L’Azienda Ospedaliera dei Colli ha espresso il proprio cordoglio con una nota ufficiale, in cui la Direzione Strategica, insieme alle unità operative SIPS e alla UOC Clinica Pneumologica Vanvitelli–Monaldi, ha manifestato vicinanza alla famiglia del giovane. Nel comunicato si sottolinea il dolore per una perdita definita “immensa e incolmabile”, che ha colpito profondamente tutto il personale.

Il messaggio ricorda Jacopo come un professionista stimato e una persona capace di grande empatia, apprezzata sia dai pazienti sia dai colleghi. “Salutiamo Jacopo ricordandone il sorriso luminoso, lo sguardo dei buoni e la grande empatia che ha sempre dimostrato”, si legge nella nota, che si conclude con le più sentite condoglianze rivolte ai familiari.

La tragedia ha lasciato un vuoto profondo nella struttura ospedaliera e nel mondo sanitario napoletano, dove il giovane infermiere era conosciuto e stimato per la sua dedizione al lavoro e il suo impegno quotidiano al servizio dei pazienti.

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