A Napoli il Comune ha incassato 15 milioni dalle multe
una quota delle somme effettivamente riscosse dai verbali può essere destinata ai fondi pensionistici integrativi del personale
Il Comune di Napoli ha registrato nel 2025 un incasso di oltre 15 milioni di euro derivante dal pagamento delle sanzioni per violazioni al Codice della Strada. Una parte di queste risorse sarà destinata alla previdenza complementare degli agenti della Polizia Locale, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale che disciplina l’utilizzo dei proventi delle multe stradali. In base alle disposizioni vigenti, una quota delle somme effettivamente riscosse dai verbali può essere destinata ai fondi pensionistici integrativi del personale della polizia municipale. Non si tratta quindi di un premio individuale legato al numero di contravvenzioni elevate, ma di una misura previdenziale collettiva finanziata attraverso una percentuale degli importi realmente incassati dall’amministrazione.
Per il 2025, le riscossioni derivanti dalle sanzioni stradali hanno superato i 15,1 milioni di euro. Questo risultato ha consentito di raggiungere il tetto massimo previsto per il contributo al fondo pensionistico integrativo, pari a 1,5 milioni di euro. Le risorse saranno versate nel fondo previdenziale Perseo Sirio, destinato ai dipendenti pubblici aderenti.
Il meccanismo trova origine in un regolamento adottato dal Comune di Napoli nel 2013, che ha disciplinato l’utilizzo di una parte dei proventi delle sanzioni per sostenere la previdenza complementare degli appartenenti al Corpo della Polizia Municipale. La finalità è quella di integrare il trattamento pensionistico dei lavoratori impegnati quotidianamente nelle attività di controllo e sicurezza stradale.
Gli agenti della Polizia Locale operano infatti in un contesto spesso complesso, caratterizzato da traffico intenso, elevati livelli di inquinamento e frequenti situazioni di rischio connesse al rispetto delle norme sulla circolazione. L’istituto della previdenza complementare è stato concepito come una forma di tutela aggiuntiva per il personale impegnato in tali attività.
Le somme accantonate nel fondo saranno corrisposte agli aventi diritto al momento del pensionamento o della cessazione del rapporto di lavoro, secondo i criteri previsti dal regolamento. Il sistema di ripartizione adottato tiene conto del servizio effettivamente prestato nel corso della carriera, calcolando le quote maturate su base mensile ed escludendo o riducendo i periodi non lavorati o svolti con contratto part-time.
La misura continua a suscitare dibattito nell’opinione pubblica, ma la normativa chiarisce che il beneficio previdenziale non è collegato alle singole contravvenzioni elevate dagli agenti né costituisce un incentivo diretto a emettere più verbali. Le risorse derivano infatti esclusivamente dagli incassi complessivi dell’ente e vengono destinate a finalità previdenziali nell’ambito di un sistema regolato dalla legge.