Tre morti sul lavoro in due giorni ed a pochi chilometri di distanza

Di fronte a questa escalation di tragedie, i sindacati CGIL, CISL, UIL e UGL hanno lanciato un appello unitario definendo la situazione “gravissima”

A cura di Redazione
10 maggio 2026 14:30
Tre morti sul lavoro in due giorni ed a pochi chilometri di distanza -
Condividi

La Calabria torna a fare i conti con una drammatica emergenza legata alla sicurezza sul lavoro dopo una serie di incidenti mortali avvenuti nel giro di poche ore in diverse province della regione. Tre operai hanno perso la vita tra i cantieri di Paola, Francavilla Angitola e Anoia, riaccendendo il dibattito sulle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. L’ultimo episodio si è verificato sul lungomare di Paola, dove un operaio senegalese di 23 anni è morto mentre lavorava all’allestimento di uno stabilimento balneare. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane sarebbe stato travolto dal cedimento improvviso di una colonna in cemento destinata all’area docce. L’impatto si è rivelato fatale e i soccorsi si sono rivelati inutili.

Poche ore prima, nel Vibonese, un altro incidente mortale aveva colpito il cantiere del depuratore consortile di Francavilla Angitola. Qui il 53enne reggino F.N. ha perso la vita dopo essere rimasto schiacciato dal ribaltamento di una gru. Anche in questo caso l’intervento dei sanitari non è bastato a salvargli la vita.

Quasi contemporaneamente, ad Anoia, in provincia di Reggio Calabria, un operaio di 46 anni residente a Gioia Tauro è morto precipitando dal tetto di un’abitazione privata dove stava lavorando. Secondo i primi accertamenti, l’uomo non indossava alcuna imbracatura di sicurezza ed è caduto violentemente sull’asfalto.

La lunga scia di sangue legata agli incidenti sul lavoro in Calabria era iniziata già il primo maggio, giorno della Festa dei Lavoratori, con la morte di un agricoltore rimasto schiacciato dal proprio trattore a Spezzano Albanese.

Di fronte a questa escalation di tragedie, i sindacati CGIL, CISL, UIL e UGL hanno lanciato un appello unitario definendo la situazione “gravissima” e chiedendo interventi immediati per rafforzare controlli, prevenzione e tutele nei cantieri e nei luoghi di lavoro.

Intanto i carabinieri stanno conducendo le indagini sui diversi incidenti per verificare eventuali responsabilità e accertare il rispetto delle normative sulla sicurezza. Le tragedie di Paola, Francavilla Angitola e Anoia hanno riaperto il confronto politico e istituzionale sulla necessità di misure straordinarie per contrastare le morti bianche in Calabria, dove il diritto al lavoro continua troppo spesso a fare i conti con condizioni insufficienti di protezione e prevenzione.

Segui il Fatto Vesuviano